Novità in materia di accesso ai benefici per opere audiovisive, soprattutto per quanto riguarda le cause d’esclusione. Il Decreto Ministeriale 2025 – consultabile a QUESTO link – introduce importanti modifiche al regime di esclusione dai benefit previsti dalla Legge Cinema (n. 220/2016), ridefinendo i criteri di destinazione cinematografica delle opere audiovisive e inasprendo i requisiti di accesso.
Una delle principali novità riguarda l’innalzamento del numero minimo di proiezioni richieste per il riconoscimento della destinazione cinematografica. Rispetto al DM 2023, che prevedeva un minimo di 60 proiezioni, il nuovo decreto stabilisce che un’opera cinematografica debba essere programmata per almeno 240 proiezioni in dieci sale nell’arco di tre mesi. Per le opere di animazione, il requisito è di 60 proiezioni in cinque sale, mentre per documentari e cortometraggi il limite scende a 30 proiezioni rispettivamente in cinque e quattro sale. Il decreto modifica inoltre la durata massima dei cortometraggi, riducendola da 52 a 20 minuti. Questa misura impone una nuova classificazione delle opere brevi, con implicazioni sulla loro ammissione ai benefici pubblici.
Il DM 2025 conferma che le opere audiovisive prive di nazionalità italiana non possono accedere agli incentivi della Legge Cinema, con l’eccezione di contributi per la scrittura e sviluppo di sceneggiature e per il credito d’imposta destinato ad attrarre investimenti cinematografici in Italia. Sono inoltre escluse dai benefici le opere a contenuto pornografico, incitanti all’odio, pubblicitarie, commerciali, promozionali e didattiche. Anche i programmi televisivi di informazione, attualità, sport, quiz, reality show, talent show e factual entertainment non rientrano nei criteri di ammissione.
Il decreto rafforza l’obbligo della distribuzione in sala, vietando la diffusione sulle piattaforme di streaming e home entertainment per 105 giorni dalla prima proiezione pubblica. Questo vincolo mira a garantire una maggiore valorizzazione delle sale cinematografiche come canale primario di fruizione delle opere.
Un’ulteriore novità riguarda le coproduzioni minoritarie: ai fini del rispetto dei requisiti di proiezione in sala, potranno essere conteggiate anche le proiezioni realizzate nel Paese del coproduttore maggioritario. Questa misura offre un vantaggio significativo alle produzioni internazionali con partecipazione italiana minoritaria.
La Direzione Generale Cinema e Audiovisivo sarà l’ente competente per determinare l’esclusione di un’opera dai benefici della legge e per attribuire o negare la qualifica di opera cinematografica attraverso specifici decreti. Con l’entrata in vigore del DM 2025, vengono abrogati il DM 14 luglio 2017 e tutte le successive modifiche, comprese quelle introdotte dai decreti del 2018, 2020, 2021, 2022 e 2023. Le nuove disposizioni si applicano alle opere che richiederanno la nazionalità italiana dopo la pubblicazione del decreto, il 26 febbraio 2025.
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