Nata ad aprile, è stata presentata ufficialmente al Lido Downtown Pictures, casa di produzione fondata da Marco Muller. L’ex direttore di Locarno, nonché produttore di successo con Fabrica Cinema (Oscar per No man’s land di Tanovic, premi nei maggiori festival per Lavagne di Samira Makhmalbaf, 17 anni di Zhang Yuan e Moloch di Sokurov, per citarne alcuni), ha intrapreso la nuova iniziativa con Emanuele Costa, Umberto Lago, Viviana Queirolo e altri. Obiettivo: la valorizzazione di nuovi talenti e autori originali, da spingere con forza sul mercato. “Una visione alta ma realista” dicono loro. Downtown ha inoltre stabilito un accordo biennale di coproduzione con Rai Cinema, che selezionerà alcuni progetti da sostenere: e infatti i maggiori dirigenti dell’azienda pubblica di cinema erano presenti all’aperitivo dell’altra sera all’Excelsior. “Collaboriamo dal ’97 con Muller, che lavora con talenti ottenendo anche grandi risultati” ha dichiarato il presidente Giuliano Montaldo. Tra i primi titoli prodotti da Downtown Pictures (che punterà sia su registi italiani che su autori di cinematografie emergenti): Dated (Scaduti) di Edo Bertoglio, Oakland non deve bruciare di Gianfranco Rosi, Il colore della Bassa di Giuseppe Morandi, Fango di Darvish Zaim (sul conflitto turco-greco per Cipro) e Sonasò di Gianfranco Pannone. Per i primi film, il budget previsto è di circa due milioni di euro a film di media. “La nostra iniziativa è in continuità con l’esperienza di Fabrica” sostiene Muller, il cui contratto da direttore della “factory” di Benetton scade a dicembre (ma dopo continuerà la collaborazione, forse con un altro ruolo). La società, che ha sede a Bologna, punterà molto anche sul digitale: tre dei primi cinque film saranno girati con le nuove tecnologie.
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