Sono stati molti gli interventi questa mattina al convegno organizzato da Anica e da’Il Sole 24 ore’ dal titolo “Nuovo assetto legislativo per il cinema. Proposte a confronto”. Particolarmente dura la posizione di Aurelio De Laurentiis che ha parlato in qualità di Presidente dei produttori: “l’industria cinematografica è in crisi. Per farla ripartire servirebbero almeno 2.000 miliardi di vecchie lire. Sarebbe utile recuperare questi soldi sconfiggendo le tre piaghe che hanno messo in crisi la nostra industria. La prima è il sommerso negato agli incassi dell’esercizio. Su 3.500 esercizi, infatti, solo 500 superano i 500 milioni di lire di incasso all’anno. Gli altri come fanno a sopravvivere? Inoltre bisogna sconfiggere la pirateria legata all’home video e al DVD inasprendo duramente le pene attuali. Infine, un grosso problema è legato al downloading dei film da internet. In questo modo si stanno impoverendo le nostre library: perché un produttore dovrebbe investire i propri capitali su un progetto che, una volta scaricato abusivamente, non avrebbe più per lui alcun valore commerciale?” A De Laurentiis ha risposto, riguardo al sommerso, Alberto Francesconi, presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici: “respingo duramente le accuse di furti e ladrocini che sarebbe compiuti dagli esercenti. La crisi dell’industria cinematografica non dipende da qualche incasso non registrato dagli esercenti. L’esercizio, invece, con i suoi miglioramenti e ristrutturazioni ha dimostrato la volontà di migliorarsi per essere sempre più competitivo: non vogliamo leggi assistenzialistiche nei nostri confronti, ma norme che ci permettano semplicemente di fare il nostro lavoro”.
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