Xavier Albert: «Un sogno di trasparenza e diversità»

Il direttore generale e amministratore delegato di Universal Pictures International Italy immagina le trasformazioni del mercato italiano che contribuirebbero alla crescita del settore cinematografico

Di seguito un estratto dell’intervento di Xavier Albert, direttore generale e amministratore delegato di Universal Pictures International Italy, pubblicata sul numero speciale di Box Office del 15-30 gennaio (n. 1-2), realizzato in occasione dei 25 anni della rivista. Per leggere il testo integrale, scaricare la versione digitale dall’app di Box Office su Google Play e App Store, o abbonarsi direttamente alla versione cartacea della rivista.

«Oggi non c’è niente di più difficile che rispondere ai seguenti interrogativi: come sarà il mercato cinematografico italiano tra cinque anni? Quale sarà il box office complessivo su base annuale? Saremo sopra o sotto i 100 milioni di ingressi? Avremo trovato la strada per una rinnovata crescita? Dovremo assistere inermi al lento declino di una window theatrical destinata a ridursi? Sono queste alcune delle domande cruciali che gli operatori italiani – di cui ormai mi considero parte attiva – sono chiamati a rispondere», scrive su Box Office Xavier Albert, direttore generale e amministratore delegato di Universal Pictures International Italy. «E riflettendo su questi temi, tanto strategici quanto teorici, possiamo iniziare a sognare e a sperare in alcuni grandi cambiamenti del nostro settore che alimentino quella crescita che tutti auspichiamo una volta placati gli ultimi timori legati al Covid. Per questo vorrei provare a immaginare come si presenterà tra qualche anno il nostro cinema in seguito ad alcuni sforzi collettivi dell’intero comparto:

Più trasparenza e condivisione sui dati relativi agli spettatori: saremo collettivamente (esercenti, produttori e distributori) in grado di fornire al mercato quegli strumenti di analisi, tanto basilari quanto indispensabili, sul profilo del pubblico che vede film in sala, a prescindere dal titolo o dal budget?
Mi riferisco a dati quali età, sesso, livello di frequentazione, generi preferiti, aspettative, ecc… Il campo delle possibilità di analisi è infinito, ma serve una svolta concreta su questo punto.

Ottimizzare la profilazione del pubblico: grazie a un identikit strutturato del pubblico di riferimento e a una condivisione dei dati più trasparente, saremo in grado di sviluppare con maggiore efficacia calendari delle uscite, programmazioni e campagne su misura. Potremo intercettare al meglio lo spettatore facendo leva sui suoi gusti e abitudini. In questo modo, come i cinema sono in costante dialogo con il proprio pubblico fidelizzato, anche i distributori potranno avviare operazioni marketing più mirate, anziché cercare invano di raggiungere tutti.

(© iStock)

Migliore comunicazione sui social media: parallelamente a questa ottimizzazione nello sfruttamento dei dati sui moviegoers, esercizio e distribuzione potrebbero lavorare maggiormente insieme per rivolgersi alla comunità di spettatori, a seconda degli interessi e dei titoli/generi preferiti, attraverso post sempre più vivaci e creativi, al fine di mantenere un legame stretto con il pubblico. Gli esercenti restano i migliori ambasciatori verso i propri clienti, per questo i social media sono il canale privilegiato per mantenere desta l’attenzione di questi.

Tenitura più lunga: per alcuni film si rende necessaria una programmazione più incentrata sul lungo periodo, non incrementando il volume delle proiezioni settimanali, bensì estendendo la durata della tenitura. Dando il tempo di sviluppare il potenziale di un film attraverso il passaparola, si possono massimizzare i risultati al box office, favorendo così un’esperienza collettiva.

Coinvolgimento dei produttori: la maggiore collaborazione tra esercizio e distribuzione dovrebbe estendersi anche ai produttori. Spinti da una maggiore trasparenza e condivisione dei dati, sono chiamati ad alimentare l’immaginazione degli autori per sviluppare un’offerta ancora più diversificata, rivolgendosi a diverse comunità e target di interesse, forse anche arrivando ad adottare per certe opere una modalità narrativa più corta e più in linea con gli usi attuali?

Migliorare il ciclo di distribuzione: acquisendo una maggiore conoscenza dei propri spettatori, dei loro gusti, desideri e aspettative, i distributori sarebbero facilitati nell’ottimizzare al meglio il ciclo di distribuzione dei loro film all’interno di una struttura di window locale più flessibile, pur continuando a favorire l’esclusiva della finestra.

(© iStock)

Naturalmente tutte queste evoluzioni – già in atto, ma con ampio margine di miglioramento – non potrebbero esprimere pienamente il proprio potenziale se le sale cinematografiche non fossero…»

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