WGA, ratificato l’accordo con gli studios

Gli sceneggiatori approvano con oltre il 90% dei voti il nuovo contratto quadriennale con studios e streamer. Al centro sanità, residuals streaming, minimi salariali e regole sull’AI
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La Writers Guild of America ha ratificato il nuovo accordo quadriennale con studios e streamer, chiudendo formalmente una trattativa che nelle ultime settimane aveva riportato al centro del confronto industriale il tema della sostenibilità economica del sindacato e, soprattutto, del suo piano sanitario. Secondo quanto riportato, più del 90% degli iscritti votanti ha approvato l’intesa, mentre il 9,6% si è espresso contro. Il via libera arriva dopo l’accordo raggiunto con l’Alliance of Motion Picture and Television Producers e consente alla WGA di evitare un nuovo scontro frontale con le major a meno di tre anni dal lungo sciopero del 2023.

Il punto decisivo dell’intesa è il fondo sanitario degli sceneggiatori, da tempo sotto pressione per effetto della contrazione della produzione audiovisiva e dell’aumento dei costi sanitari. Il nuovo contratto immette 321 milioni di dollari nel piano, una cifra presentata come il maggiore incremento annuale mai ottenuto dal sindacato su questo fronte. «Di fronte alla contrazione dell’industria e alla galoppante inflazione dei costi sanitari, gli sceneggiatori sono riusciti a ottenere un contratto che riporta il nostro Health Fund su un percorso sostenibile e costruisce sui risultati dello sciopero del 2023», ha dichiarato la presidente di WGA West Michele Mulroney, ringraziando le persone coinvolte nel processo negoziale.

La scelta di accettare un contratto quadriennale, più lungo rispetto alla durata tradizionale, è stata spiegata proprio con la necessità di garantire più risorse al piano sanitario. Danielle Sanchez-Witzel, co-presidente del comitato negoziale della WGA, aveva chiarito che accettare un accordo di quattro anni ha permesso al sindacato di ottenere «più e nuovi finanziamenti per il piano sanitario di quanti ne avessimo mai ottenuti prima». Il risultato, tuttavia, comporterà anche sacrifici per gli iscritti: dal 2027 gli utenti individuali del piano PPO, finora senza premio mensile, dovranno pagare 75 dollari al mese. Aumenteranno inoltre le soglie di reddito per qualificarsi alla copertura, insieme a franchigie e massimali out-of-pocket. Accanto a queste modifiche, l’accordo introduce però anche un piano sanitario a costo più basso, con premio mensile da 25 dollari.

Non tutti i membri hanno accolto positivamente l’intesa. In una comunicazione visionata da The Hollywood Reporter, i leader del Committee of Black Writers avevano annunciato il loro voto contrario alla ratifica, sostenendo che «così com’è ora, questo accordo danneggerà più scrittori di quanti ne aiuterà». La ratifica conferma quindi un ampio sostegno della base, ma non cancella le preoccupazioni interne legate all’impatto concreto delle nuove regole sanitarie.

Oltre alla sanità, il nuovo contratto prevede un aumento della maggior parte dei minimi del 10,5% nell’arco dell’accordo, un incremento della base residuale per i progetti streaming ad alto budget, sia domestici sia esteri, e un rafforzamento dello streaming success bonus. L’intesa interviene anche sul cosiddetto “free work”, ampliando il pagamento di secondo step per le sceneggiature e limitando le richieste di riscrittura o consegna alla persona indicata nel contratto dello sceneggiatore. Sul fronte dell’intelligenza artificiale, restano sostanzialmente in vigore le tutele introdotte nel 2023 dopo i 148 giorni di sciopero, con un’aggiunta: gli studios dovranno notificare il sindacato e offrirgli la possibilità di negoziare nel caso in cui concedano in licenza opere degli sceneggiatori per addestrare sistemi commerciali di IA generativa.

L’accordo è stato negoziato per l’AMPTP dal nuovo presidente Greg Hessinger, mentre per la WGA il tavolo è stato guidato dalla chief negotiator ed executive director Ellen Stutzman, insieme ai co-presidenti del comitato negoziale John August e Danielle Sanchez-Witzel. In una dichiarazione, l’AMPTP ha definito l’intesa il risultato di «un approccio collaborativo che sostiene sia gli sceneggiatori sia la stabilità a lungo termine dell’industria».

La ratifica del contratto con studios e streamer, tuttavia, non chiude tutte le tensioni attorno alla WGA. La WGA West resta infatti attraversata dallo sciopero del proprio staff interno, rappresentato dalla WGSU, che dopo due mesi di mobilitazione ha votato con oltre l’85% a favore della prosecuzione della protesta. Una vertenza separata da quella con l’AMPTP, ma ancora aperta, che conferma come il fronte sindacale hollywoodiano resti tutt’altro che pacificato.

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