Warner-Paramount, fissata la data per il voto degli azionisti

Sul tavolo c'è un’operazione da 110 miliardi di dollari: il closing è atteso nel terzo trimestre
loghi warner e paramount

Si avvicina il passaggio decisivo per il futuro di Warner Bros. Discovery e la vendita a Paramount Skydance, grazie alla fase formale del voto degli azionisti. La major ha fissato la data di una riunione straordinaria che dovrà sancire uno dei momenti più delicati dell’intero percorso.

Warner Bros. Discovery ha infatti convocato per il 23 aprile 2026 alle 10 del mattino, ora della East Coast, l’assemblea straordinaria degli azionisti chiamata a votare la cessione a David Ellison e alla sua Paramount Skydance. La società ha comunicato di aver iniziato a inviare i proxy statement definitivi agli azionisti in vista della riunione, specificando che avranno diritto di voto i titolari di azioni registrati alle 17 del 20 marzo 2026.

Le condizioni economiche dell’accordo restano quelle già annunciate: Paramount verserà agli azionisti Warner Bros. Discovery 31 dollari in contanti per ogni azione ordinaria detenuta. Secondo quanto indicato, il valore rappresenta un premio del 147% rispetto al prezzo del titolo, fissato a 12,54 dollari per azione prima che le indiscrezioni sull’operazione ne alterassero l’andamento. Un altro elemento rilevante dell’intesa riguarda la cosiddetta ticking fee: se la transazione non sarà completata entro il 30 settembre 2026, gli azionisti di Warner Bros. Discovery riceveranno 0,25 dollari per azione per ogni trimestre di ritardo, con calcolo su base giornaliera fino alla chiusura dell’operazione. È una concessione che gli Ellison avrebbero accettato per convincere WBD a lasciare la precedente intesa con Netflix.

Sul piano societario, l’accordo ha già ricevuto il via libera unanime dei consigli di amministrazione di entrambe le aziende. Nel proxy statement aggiornato che Warner Bros. Discovery si appresta a depositare presso la SEC, il board raccomanda in modo unanime agli azionisti di votare a favore della fusione con Paramount nel corso della special meeting. Paramount ha ribadito di attendersi il completamento del deal nel terzo trimestre dell’anno, naturalmente subordinato sia all’approvazione degli azionisti WBD sia alle autorizzazioni regolatorie ancora necessarie.

La dimensione dell’operazione resta imponente. La transazione viene indicata con un enterprise value di 110 miliardi di dollari e la nuova entità partirebbe con un debito netto di 79 miliardi. Larry Ellison, cofondatore di Oracle e padre di David Ellison, avrebbe garantito personalmente la componente equity dell’accordo. Paramount prevede inoltre sinergie e risparmi di costo per circa 6 miliardi di dollari, una cifra che inevitabilmente alimenta i timori su migliaia di possibili tagli occupazionali, anche se i dirigenti continuano a sostenere che la riduzione del personale non rappresenterà il motore principale delle economie previste.

Restano aperti anche i fronti politici e regolatori. Il Dipartimento di Giustizia statunitense non si è ancora mosso per bloccare la transazione, ma diversi attorney general statali stanno valutando l’impatto dell’operazione su concorrenza e consumatori. Sindacati e rappresentanti politici, sia a livello statale sia federale, hanno già espresso preoccupazione per le possibili ricadute su posti di lavoro e prezzi, richiamando come precedente la fusione Disney-Fox del 2019, ritenuta da molti responsabile di una riduzione dell’offerta cinematografica nelle sale. In questo quadro si inserisce anche la decisione del Los Angeles County Supervisor di ordinare un’analisi sull’impatto locale della fusione. Intanto emerge un altro dato destinato a far discutere: alla chiusura dell’operazione, David Zaslav riceverebbe pagamenti e benefici per un valore complessivo superiore ai 550 milioni di dollari.

Fonte: Variety

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