Warner, ‘La migliore offerta’ in sala il 4 gennaio

E’ stato presentato ufficialmente alla stampa questa mattina a Roma, ‘La migliore offerta’, il nuovo film di Giuseppe Tornatore. Il regista, che per l’occasione ha mostrato un backstage di 3 minuti con le primissime immagini del film, non ha voluto svelare molto della trama che vedrà protagonisti Geoffrey Rush, Donald Sutherland, Sylvia Hoeks e Jim Sturgess. La pellicola è ambientata nel mondo dell’arte ma sarà l’amore a fare da perno alla vicenda. Prodotta dalla Paco Cinematografica di Isabella Cocuzza e Arturo Paglia in associazione con Unicredit, l’opera è realizzata in collaborazione con Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige BLS, la Friuli Venezia Giulia Film Commission, in associazione con Warner Bros. Entertainment Italia che lo distribuirà anche in sala il 4 gennaio. “Distribuiremo il film in Italia, in anteprima mondiale, e Germania – ha spiegato Barbara Salabè, presidente e amministratore delegato della major – si tratta del più grosso progetto di produzione italiana compiuto da Warner negli ultimi 10 anni; questo di Tornatore ha un ampio respiro internazionale ma è un film italiano”. Attualmente al montaggio la pellicola, girata in 13 settimane in lingua inglese, originariamente doveva ambientarsi tutta a Vienna, un’idea modificata dal regista che non voleva un luogo troppo identificabile per la sua storia. ‘La migliore offerta’ ha avuto quindi diversi set tra Vienna, Trieste, Bolzano, Milano, Parma, Roma, Merano e Praga dov’è ambientato il finale. Non ci sono stati problemi per i produttori della Paco: “Tornatore non ha avuto bisogno di un solo giorno di riprese in più; ci siamo attenuti tutti strettamente al programma. Abbiamo avuto problemi solo in fase di studio del film quando volevamo costruirlo come una coproduzione. Oggi chiudere il budget è difficilissimo, specie se le produzioni che contatti si mostrano interessate al progetto ma non ti danno mai certezza dei loro fondi. E’ stato allora che abbiamo optato per una pellicola 100% italiana; quando abbiamo capito che potevamo chiudere il budget con film fund e Unicredit siamo partiti da soli. Determinanti anche le prevendite: abbiamo già venduto il film in Australia, Benelux, Stati Uniti, Francia e Inghilterra”.

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