Oscar 2026, Warner Bros. vince la battaglia tra gli studios con 11 statuette

Grazie ai trionfi di Una battaglia dopo l'altra, Sinners e Weapons, la major entra nella storia ed eguaglia il record per il maggior numero di Oscar vinti da uno studio in una sola edizione. Dietro a Warner, con 7 statuette, troviamo Netflix
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Oltre ai film vincitori, i premi Oscar raccontano sempre anche un’altra storia: quella degli studios e delle distribuzioni. L’edizione 2026, da questo punto di vista, ha consegnato un verdetto chiarissimo: Warner Bros. è stata la grande dominatrice della serata, grazie soprattutto a Una battaglia dopo l’altra e Sinners, i due film che hanno polarizzato la corsa fino all’ultimo e che, sommati, hanno riscritto anche il bilancio dello studio.

Il titolo che ha guidato l’assalto è stato Una battaglia dopo l’altra, vero vincitore della notte con sei Oscar. Il film di Paul Thomas Anderson ha conquistato il premio più importante, quello per il miglior film, ma anche quelli per la miglior regia e la miglior sceneggiatura non originale allo stesso Anderson, oltre al montaggio, al miglior attore non protagonista per Sean Penn e al nuovo Oscar per il casting assegnato a Cassandra Kulukundis.

Sinners ha confermato di essere l’altro grande protagonista degli Oscar 2026. Il film di Ryan Coogler, arrivato alla cerimonia con un record di 16 nomination, ha chiuso con quattro statuette di enorme peso: miglior attore per Michael B. Jordan, miglior sceneggiatura originale per lo stesso Coogler, miglior colonna sonora originale per Ludwig Göransson e miglior fotografia per Autumn Durald Arkapaw, prima donna a vincere nella categoria.

A questi va sommata anche la statuetta vinta da Amy Madigan come miglior attrice non protagonista per Weapons, Warner Bros. ha chiuso la notte con undici statuette. Un totale che, secondo i resoconti della cerimonia, eguaglia il record per il maggior numero di Oscar vinti da uno studio in una sola edizione. È un dato che rimette Warner accanto a precedenti storici come la MGM ai tempi di Ben-Hur, la Paramount di Titanic e la New Line de Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re. Il traguardo non arriva grazie al dominio assoluto di un solo titolo, ma dalla capacità di concentrare il proprio peso su più film fortissimi, capaci di presidiare quasi tutta la geografia della serata.

Dietro Warner, il resto del quadro industriale racconta infatti un distacco netto. Netflix ha raccolto sei Oscar complessivi, costruiti soprattutto attorno a Frankenstein e ad altri titoli premiati nelle categorie animate , musicali (grazie a KPop Demon Hunters) e documentarie (The Singers), mentre altri studios e distribuzioni sono rimasti molto più indietro. Di seguito, potete trovare l’elenco completo dei premi secondo questa divisione.

  • Warner Bros. – 11 (Una battaglia dopo l’altra, Sinners, Weapons)

  • Netflix – 7 (Frankenstein, KPop Demon Hunters, All the Empty Rooms, The Singers)

  • Apple – 2 (F1 – Il Film, Mr Nobody Against Putin)
  • Disney – 1 (Avatar: Fuoco e cenere)

  • Focus Features – 1 (Hamnet)

  • Neon – 1 (Sentimental Value)

  • The New Yorker – 1 (Two People Exchanging Saliva)

  • National Film Board of Canada – 1 (The Girl Who Cried Pearls)

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