La lunga battaglia legale tra Warner Bros. e Village Roadshow, esplosa dopo l’uscita di Matrix Resurrections in contemporanea nelle sale e su HBO Max, arriva a un passaggio decisivo. La disputa, iniziata nel 2022 con una causa intentata dalla società di produzione contro la major, si è progressivamente trasformata in un caso molto più ampio, intrecciando arbitrati, accordi di co-finanziamento non rispettati, rivendicazioni su franchise di grande valore e infine la bancarotta di Village Roadshow. Ora, secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, le parti hanno raggiunto un accordo da 57 milioni di dollari per risolvere la responsabilità economica della società nei confronti di Warner Bros.
Il contenzioso era nato dopo la decisione di Warner di distribuire Matrix Resurrections nel 2021 con una release day-and-date, quindi simultaneamente al cinema e sulla propria piattaforma streaming. Village Roadshow, che aveva co-prodotto il film, aveva accusato lo studio di aver penalizzato gli incassi theatrical del titolo per favorire HBO Max, sostenendo di essere stata esclusa dai benefici economici generati dalla strategia streaming. La causa era poi finita in arbitrato, dove il quadro si è però ribaltato a favore di Warner Bros.
Secondo quanto emerso, un arbitro aveva stabilito nel 2023 che Village Roadshow aveva violato una serie di accordi relativi ai film di Matrix, non pagando la propria quota da 107 milioni di dollari prevista dal patto di co-finanziamento. La decisione aveva inizialmente portato a una somma superiore ai 125 milioni di dollari a favore di Warner Bros., cifra legata anche all’acquisto di una quota del 50% di Matrix Resurrections. In appello, tuttavia, sarebbe stato stabilito che Village Roadshow non poteva essere obbligata ad acquistare il film. I 57 milioni ora concordati rappresentano quindi i danni dovuti alla major.
L’accordo è arrivato nell’ambito della procedura fallimentare avviata da Village Roadshow. Quando la società ha richiesto la protezione del Chapter 11, Warner Bros. aveva presentato un reclamo per il giudizio da 125 milioni. Le parti hanno ora chiesto di archiviare il caso dopo l’intesa raggiunta in tribunale fallimentare. L’accordo riguarda anche la disputa su Wonka, anche se Warner Bros. ha precisato che la rinuncia avverrà “senza pregiudizio”, lasciando quindi aperta la possibilità di ripresentare quelle rivendicazioni.
La crisi del rapporto con Warner è stata indicata tra le cause principali del tracollo di Village Roadshow, un tempo tra i più importanti finanziatori indipendenti di Hollywood e partner della major su franchise come Matrix e Ocean’s. La società aveva accusato Warner anche di averla esclusa da sequel e remake legati a proprietà condivise, tra cui Wonka, Joker e Io sono Leggenda.
Nel frattempo, la bancarotta ha già ridisegnato gli equilibri sui diritti derivati di diversi titoli. Warner aveva tentato di acquistare quelle partecipazioni, ma è stata superata da Alcon Entertainment, che si è aggiudicata i diritti per 18,5 milioni di dollari. Tra i primi progetti coinvolti figura Practical Magic 2.
© RIPRODUZIONE RISERVATAIn caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it







