Era il 1999 quando il sindaco torinese Valentino Castellani decise di avviare l’iter per costruire il Virtual Park, una sorta di Cinecittà piemontese. Una struttura di 38mila metri quadri, il cui capitale sociale appartiene al Comune per il 76% e alla Regione per il 23,4%, che nel corso degli anni ha pesato sulle casse pubbliche per 30 milioni di euro, tra ristrutturazioni e appianamento dei bilanci in rosso. Ora, però, Virtual Park è nuovamente in perdita, con 2 milioni di debito, e questa volta il sindaco di Torino Piero Fassino ha deciso di non intervenire per ripianare il nuovo passivo con conseguente rischio – molto probabile – di chiusura del complesso. A manifestare preoccupazione per questa decisione è Andrea Piersanti, presidente del Virtual Park, che a e-duesse dichiara: «Il problema a mio giudizio non è il buco di bilancio», ha dichiarato a e-duesse Andrea Piersanti, presidente di Virtual Park. «Perché questo non è la causa, ma l’effetto di una mancanza di coordinamento nella gestione delle strutture cinematografiche di Torino e del Piemonte. La chiusura degli studi di Virtual è un errore strategico da parte degli enti locali piemontesi ed è un ombra su un sistema cinematografico, quello piemontese, che per molti anni è stato considerato un’eccellenza di questo settore».
© RIPRODUZIONE RISERVATAIn caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it







