La corsa verso il premio per il Miglior Film Internazionale agli Oscar 2026 entra nel vivo e diversi paesi hanno già ufficializzato le proprie candidature. Ieri il Comitato di selezione di ANICA ha reso noto che per l’Italia sarà Familia di Francesco Costabile a puntare alla nomination, ma in Europa spiccano già le scelte di Francia, Germania e Spagna, tutte legate a film transitati nei grandi festival. La Francia ha puntato su It Was Just An Accident di Jafar Panahi, un’opera che conferma la vocazione politica e personale del regista iraniano, premiata con la Palma d’Oro 2025 al Festival di Cannes. Dallo stesso concorso la Germania ha scelto Sound Of Falling di Mascha Schilinski, un ritratto intimo e contemporaneo che racconta il difficile percorso di una madre alle prese con il proprio passato. Dalla Spagna arriva invece Sirât di Óliver Laxe, già vincitore del Premio della Giuria a Cannes, che intreccia viaggio, spiritualità e ricerca di senso con lo stile poetico che contraddistingue il suo autore.
Sempre in ambito europeo torna alla ribalta László Nemes, già premio Oscar con Il figlio di Saul, che porta l’Ungheria in gara con Orphan, dramma ambientato nella Budapest degli anni Cinquanta presentato in concorso a Venezia e centrato sulle difficoltà di crescita di un adolescente in un contesto segnato dalla repressione politica. Dal Belgio giunge invece Young Mothers, firmato dai fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, che raccontano la vita di cinque giovani madri in un centro di accoglienza; il film ha debuttato a Cannes, dove si è aggiudicato sia il premio per la sceneggiatura sia il premio della giuria. La Finlandia schiera 100 litri di birra di Teemu Nikki, commedia agrodolce che ha conquistato il festival di Tallinn con l’interpretazione delle protagoniste e che mette al centro due sorelle impegnate a proseguire la tradizione familiare della birra artigianale. Dall’Ucraina arriva 2000 Metres To Andriivka di Mstyslav Chernov, che dopo l’Oscar vinto con 20 Days in Mariupol torna a raccontare la guerra con un lavoro girato in prima linea e incentrato sulle scelte impossibili dei soldati al fronte. Completa il quadro europeo Fiume o Morte! di Igor Bezinović, premiato a Rotterdam con il Tiger Award: un docudramma ironico che rilegge la vicenda di Gabriele D’Annunzio a Fiume nel 1919, mescolando storia e memoria popolare.
In Asia il Giappone ha scelto Kokuho di Lee Sang-il, tre ore di epica familiare sul mondo del kabuki che hanno conquistato il box office locale e che hanno trovato visibilità internazionale alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes. La Corea del Sud ha optato per No Other Choice di Park Chan-wook, black comedy satirica ambientata nei palazzi del potere e presentata in concorso a Venezia 2025, dove ha suscitato entusiasmo per il suo mix di ironia e stile visivo. Singapore ha scelto Stranger Eyes di Yeo Siew Hua, thriller psicologico visto a Venezia 2024 e poi passato da New York e Londra, in cui un padre ossessionato dalla scomparsa della figlia si confronta con i propri fantasmi digitali e reali. A completare la rappresentanza asiatica c’è Taiwan con Left-Handed Girl di Shih-Ching Tsou, presentato alla Semaine de la Critique di Cannes e prodotto insieme a Sean Baker (Anora), che segue la storia di una madre single impegnata a ricostruire la propria vita a Taipei.
Dal continente africano arrivano due titoli di forte impatto politico. La Tunisia ha selezionato The Voice Of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, nuova opera della regista già candidata agli Oscar che prende spunto da una vicenda reale per riflettere sul dramma del Medio Oriente; presentato a Venezia, vincitore del Leone d’Argento Gran Premio della Giuria, arriva nelle sale da oggi con I Wonder Pictures. Dalla Palestina giunge invece Palestine 36 di Annemarie Jacir, autrice che conferma la sua capacità di raccontare identità e memoria collettiva con una prospettiva personale. Per la Giordania, invece, verrà proposto All That’s Left of You, film di Cherien Dabis che in Italia è uscito in sala il 18 settembre con Officine Ubu.
Nelle Americhe spicca la scelta del Messico, che schiera We Shall Not Be Moved di Pierre Saint-Martin, satira in bianco e nero sulla strage di Tlatelolco del 1968 attraverso lo sguardo di una donna ossessionata dalla ricerca dei responsabili della morte del fratello. Il film ha già ottenuto premi al Guadalajara Film Festival e numerosi riconoscimenti nazionali. Il Brasile, invece, ha affidato le proprie speranze a The Secret Agent di Kleber Mendonça Filho, regista di Aquarius e Bacurau, che torna con un nuovo thriller politico radicato nelle contraddizioni della società brasiliana, anche questo presentato a Cannes 2025.
Le selezioni per la corsa all’Oscar 2026 stanno quindi delineando un panorama ricco e variegato, in cui grandi maestri e nuove voci si affiancano, portando sul palcoscenico globale storie legate tanto alle radici culturali quanto alle urgenze contemporanee. Di seguito, la lista completa delle selezioni note (settembre 2025).
- Armenia: My Armenian Phantoms (Tamara Stepanyan)
- Austria: Peacock (Bernhard Wenger)
- Azerbaijan: Taghiyev: Oil (Zaur Gasimli)
- Belgio: Young Mothers (Jean-Pierre e Luc Dardenne)
- Brasile: The Secret Agent (Kleber Mendonça Filho)
- Canada: The Things You Kill (Alireza Khatami)
- Cile: The Mysterious Gaze Of The Flamingo (Diego Céspedes)
- Colombia: A Poet (Simón Mesa Soto)
- Corea del Sud: No Other Choice (Park Chan-wook)
- Costa Rica: The Altar Boy, The Priest And The Gardener (Juan Manuel Fernández)
- Croazia: Fiume o Morte! (Igor Bezinović)
- Danimarca: Mr Nobody Against Putin (David Borenstein, Pavel Talankin)
- Ecuador: Chuzalongo (Diego Ortuño)
- Egitto: Happy Birthday (Sarah Goher)
- Finlandia: 100 Litres Of Gold (Teemu Nikki)
- Francia: It Was Just An Accident (Jafar Panahi)
- Germania: Sound Of Falling (Mascha Schilinski)
- Giappone: Kokuho (Lee Sang-il)
- Giordania: All That’s Left of You (Cherien Dabis)
- India: Homebound (Neeraj Ghaywan)
- Italia: Familia (Francesco Costabile)
- Lituania: The Southern Chronicles (Ignas Miškinis)
- Messico: We Shall Not Be Moved (Pierre Saint-Martin)
- Norvegia: Sentimental Value (Joachim Trier)
- Palestina: Palestine 36 (Annemarie Jacir)
- Polonia: Franz (Agnieszka Holland)
- Portogallo: Banzo (Margarida Cardoso)
- Singapore: Stranger Eyes (Yeo Siew Hua)
- Spagna: Sirât (Óliver Laxe)
- Svezia: Eagles Of The Republic (Tarik Saleh)
- Svizzera: Late Shift (Petra Volpe)
- Taiwan: Left-Handed Girl (Shih-Ching Tsou)
- Tunisia: The Voice Of Hind Rajab (Kaouther Ben Hania)
- Turchia: One Of The Days When Hemme Dies (Murat Fıratoğlu)
- Ucraina: 2000 Metres To Andriivka (Mstyslav Chernov)
- Ungheria: Orphan (László Nemes)
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