Venezia 83, NAZA si aggiunge ai film in concorso

Il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, prodotto da The Guardian, è il 21° film in gara alla Mostra. Arriva dopo il percorso internazionale e l’Oscar conquistato da No Other Land
immagine di NAZA

A poco più di una settimana dall’apertura dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il Concorso di Venezia si completa con un ventunesimo titolo. È NAZA, documentario diretto dagli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro autori di No Other Land, vincitore dell’Oscar 2025 come miglior documentario. Il film sarà presentato in prima mondiale il 10 settembre alle 17.15 in Sala Grande, alla presenza dei registi, dei produttori, dei giornalisti di The Guardian coinvolti nel progetto e della delegazione ufficiale. È inoltre l’unico lungometraggio documentario presente quest’anno nel Concorso principale.

L’annuncio chiude anche una particolarità che accompagnava il programma di Venezia 83 dalla sua presentazione. Alla conferenza stampa del 23 luglio erano infatti stati comunicati 20 film in gara per il Leone d’oro, uno in meno rispetto al limite di 21 previsto dal regolamento della Mostra. Quel posto rimasto disponibile viene ora occupato da NAZA. La Biennale e i produttori non hanno indicato nei rispettivi comunicati una ragione specifica per il mancato annuncio del film insieme al resto della selezione, ma data la delicatezza politica e storica del tema nei giorni scorsi si è ipotizzato che dietro ci fossero motivi di sicurezza.

Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, NAZA intende ricostruire «i sistemi alla base della calcolata uccisione di massa di civili palestinesi da parte di Israele a Gaza». Il titolo deriva da un acronimo militare (Nezek Agavi) utilizzato, secondo The Guardian, dall’intelligence israeliana per indicare il numero di vittime civili previste in un attacco aereo. Il film nasce direttamente dal lavoro giornalistico sul tema: secondo quanto comunicato da The Guardian, NAZA sviluppa infatti le informazioni emerse nelle inchieste pubblicate tra il 2023 e il 2025 da +972 Magazine, dalla testata israeliana in lingua ebraica Local Call e dallo stesso quotidiano britannico. Abraham, oltre che regista, è un giornalista investigativo e negli ultimi anni ha lavorato in particolare sui processi decisionali e sui sistemi utilizzati dall’apparato militare israeliano nella guerra a Gaza. Szor proviene invece principalmente dal cinema: è filmmaker e direttrice della fotografia e aveva già svolto un ruolo centrale nella costruzione visiva di No Other Land.

La produzione segna anche un cambio di scala rispetto al loro film precedente. NAZA è prodotto da The Guardian e da James Wilson attraverso JW Films, con Jonathan Glazer come produttore esecutivo e con Placeholder Films e Unseen Hand associate al progetto. Wilson e Glazer avevano già lavorato insieme a La zona d’interesse, vincitore nel 2024 dell’Oscar come miglior film internazionale.

Per Abraham e Szor il ritorno sulla scena dei grandi festival avviene poco più di due anni dopo l’esordio di No Other Land. Realizzato insieme ai palestinesi Basel Adra e Hamdan Ballal, il documentario era stato girato tra il 2019 e il 2023 e raccontava la situazione delle comunità di Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata, seguendo demolizioni, sgomberi e la resistenza degli abitanti all’espulsione dal territorio. Il film aveva debuttato alla Berlinale 2024, dove aveva ottenuto il premio per il miglior documentario e il premio del pubblico della sezione Panorama, avviando un percorso festivaliero internazionale culminato il 2 marzo 2025 con l’Oscar per il miglior documentario. L’Academy attribuì il premio congiuntamente ai quattro registi Basel Adra, Rachel Szor, Hamdan Ballal e Yuval Abraham.

Il successo del film era stato accompagnato fin dall’inizio da forti tensioni politiche. Alla Berlinale, durante la premiazione, Adra e Abraham avevano utilizzato il palco per parlare della situazione nei territori palestinesi e per chiedere un cessate il fuoco a Gaza e una soluzione politica al conflitto. Le loro dichiarazioni provocarono polemiche soprattutto in Germania. Abraham raccontò successivamente di aver ricevuto minacce di morte e di avere rinviato il rientro in Israele dopo che alcune persone si erano presentate anche presso l’abitazione della sua famiglia.

Poche settimane dopo l’Oscar arrivò inoltre un episodio che riportò direttamente l’attenzione sulla realtà raccontata nel documentario. Il 24 marzo 2025, Hamdan Ballal fu aggredito vicino alla propria abitazione a Susya, in Cisgiordania, durante scontri con coloni israeliani, e successivamente fermato dalle forze israeliane. Venne rilasciato il giorno seguente. Ballal riferì di avere subito violenze; l’esercito israeliano sostenne invece che gli arresti erano avvenuti dopo una situazione di scontro e lancio di pietre.

È su questo percorso, cinematografico ma anche strettamente legato al lavoro sul campo dei suoi autori, che si innesta ora NAZA. Se No Other Land osservava soprattutto le conseguenze dell’occupazione attraverso l’esperienza quotidiana delle comunità palestinesi di Masafer Yatta, il nuovo film sembra spostare il punto di vista verso il funzionamento dei sistemi militari e di intelligence israeliani durante la guerra a Gaza.

Con il suo ingresso, il Concorso di Venezia 83 raggiunge così i 21 film. Abraham e Szor entrano inoltre nel gruppo dei registi presenti per la prima volta nella competizione veneziana, mentre NAZA porta al Lido un progetto che nasce dall’incrocio tra cinema documentario e giornalismo investigativo e che, per temi e provenienza, si annuncia già come uno dei titoli più delicati del programma.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it