Intelligenza artificiale e creatività, copyright, lavoro, concentrazione del potere tecnologico e tutela dell’essere umano. Sono stati questi i temi al centro di The Future Of… Creativity, il forum lanciato a Venezia da Finch & Partners e Creative Artists Agency (CAA) e ospitato alla Scuola Grande della Misericordia, in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
A introdurre il simposio, articolato in due panel moderati dalla giornalista inglese Emily Maitlis, è stato il direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera. Tra gli ospiti George Clooney, Maggie Gyllenhaal, Giuseppe Tornatore, Alexandre Desplat, Lorenzo Mieli, Shannon Murphy, Lee Daniels, Meredith Whittaker, Darren Walker, Kennedy Yanko e il cardinale José Tolentino de Mendonça.
«È difficile parlare del futuro senza parlare di AI, la più grande rivoluzione tecnologica del nostro tempo», ha esordito Barbera. I rischi riguardano lavoro, diritti sull’immagine, copyright e implicazioni morali, ma la questione è anche capire se questa nuova tecnologia possa diventare un nuovo strumento nelle mani degli artisti. «Dobbiamo uscire dalla dicotomia entusiasmo e paura, e capire come vogliamo che l’AI intervenga nel processo creativo».
Rimangono però scettici gli artisti, a partire dalla regista Maggie Gyllenhaal che ha raccontato di aver sperimentato l’AI per immaginare e dare vita a una Marilyn Monroe centenaria, per poi rinunciare all’impresa: «La recitazione che ne veniva fuori era così poco umana che le ragioni per cui avevo pensato di utilizzare questa tecnologia erano scomparse». Il compositore Alexandre Desplat ha rivendicato invece la natura personale dell’ispirazione: «La musica ha duemila anni, tutto quello che ho ascoltato nella mia vita mi ha ispirato e spinto a comporre. Non ho bisogno dell’AI, non voglio che intervenga e non credo che possa farlo, perché l’ispirazione quando arriva crea qualcosa che prima non c’era, mentre l’intelligenza artificiale ricrea utilizzando dati già esistenti».
Per il produttore Lorenzo Mieli, CEO di Our Films, «il mio lavoro è proteggere la creatività» e l’AI rappresenta un nuovo avanzamento tecnologico con il quale confrontarsi, a patto di tutelare diritti e autori: «Dobbiamo creare software di sostegno agli artisti, fatti apposta per loro».
Gyllenhaal ha quindi sollevato una questione direttamente industriale: «Un film che oggi costa 40 milioni di dollari potrebbe magari in futuro costarne 4 grazie all’AI. Ma a quel punto chi sarà più disposto a dartene 40?».
«Forse il discorso non è esseri umani contro tecnologia, ma esseri umani contro chi detiene quella tecnologia», ha sintetizzato Maitlis.
Un tema diventato centrale nel secondo panel. Meredith Whittaker, presidentessa della Signal Foundation, l’organizzazione non profit che gestisce l’app di messaggistica Signal, ha ricordato che lo sviluppo attuale dell’AI nasce dall’enorme quantità di dati accumulati e da una potenza computazionale prima inesistente: «Tutto questo al momento è nelle mani di poche società. Dobbiamo chiederci chi detiene il controllo delle risorse e dei risultati». Una questione quindi “politica ed economica” prima ancora che tecnologica.
Anche Darren Walker, presidente della National Gallery of Art e CEO di Anonymous Content, ha posto l’accento sulla concentrazione del potere: «Abbiamo consentito al settore privato di determinare cosa è importante per noi, in tutte le sfere della nostra vita». Il problema è anche la capacità delle istituzioni di intervenire: «Nel Congresso degli Stati Uniti non c’è nemmeno una persona con un dottorato in informatica. Il settore privato ha assorbito tutti i talenti. Vorrei credere che persone con queste competenze tornino a lavorare nell’interesse pubblico».
George Clooney non ha escluso conseguenze dirette sull’occupazione: «Una parte degli attori sarà sostituita. Non ci sarà una sparizione globale, ma in parte sì. Nel mio settore è già in atto una rivoluzione e molti ruoli dietro le quinte verranno sostituiti». Ma la sua preoccupazione principale riguarda l’informazione. Clooney ha raccontato di aver visto falsi video AI nei quali appariva accanto a Barack Obama: «Una volta si diceva: non ci credo finché non lo vedo. Ora non puoi credere nemmeno a quello che vedi». Una trasformazione che può incidere anche sui processi democratici. Regolamentare diventa dunque necessario, ma resta il problema di chi debba farlo: «Il governo? Io non ho fiducia nel governo», ha concluso l’attore.
Per il regista Giuseppe Tornatore, invece, l’AI può contribuire a rendere il cinema accessibile quanto la scrittura: «Chiunque voglia scrivere un libro può farlo a costo zero. Il cinema non ha mai avuto questa flessibilità, perché bisogna mettere in moto una macchina complicatissima e costosissima. Ma la tecnologia ci sta permettendo di fare film a casa nostra». L’AI, per il regista, rimane «un mezzo, uno strumento creato da noi», da studiare mantenendo «la priorità dell’essere umano».
Esiste però un limite. Tornatore ha citato il caso dell’utilizzo digitale dell’immagine di un attore scomparso: «C’è una promessa di immortalità implicita in tutto questo che, secondo me, è il confine da non valicare».
La scultrice americana Kennedy Yanko ha riportato la discussione alla responsabilità degli artisti: se «la fantasia crea il mondo intorno a noi», diventa necessario chiedersi in che modo l’intelligenza artificiale finirà per plasmare anche l’immaginario collettivo.
A chiudere il confronto è stato il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione, richiamando la Magnifica humanitas, prima enciclica di Papa Leone XIV, che pone la tutela della persona al centro della riflessione sull’AI. «L’intelligenza artificiale ci offre risposte, ma ciò che dobbiamo custodire nell’essere umano è la domanda. Tutta la conoscenza, la poesia, il cinema sono nati da una domanda, da un’ignoranza. L’arte nasce dalla ferita, dal dolore, dall’inquietudine, non dalla ripetizione meccanica di ciò che una macchina ha memorizzato».
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VENICE, ITALY - SEPTEMBER 04: (L-R) Emily Maitlis, George Clooney, Kennedy Yanko, Meredith Whittaker, Giuseppe Tornatore, Cardinal Jose Tolentino de Mendonca and Darren Walker attend "The Future Of… Creativity" hosted by Finch & Partners and Creative Artists Agency at Scuola Grande della Misericordia on September 04, 2026 in Venice, Italy. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images for WDM ENTERTAINMENT )




