Usa, Google e Yahoo! accusate di fare advertising su siti pirata

E’ un rapporto destinato a far discutere quello della University of Southern California, il cui dipartimento Annenberg Lab Advertising, ha analizzato un particolare aspetto della pirateria via Web puntando i riflettori sui network pubblicitari che hanno pubblicato banner o annunci su siti accusati di infrangere il diritto d’autore. Ebbene, nella top ten degli operatori che hanno gestito il volume più consistente di advertising pubblicitario, saltano all’occhio i nomi di Google (al secondo posto attraverso la società controllata Double Click, acquisita nel 2008) e Yahoo! (al sesto, con Right Media, acquisita da Yahoo! nel 2007). Al comando di questa graduatoria si trova OpenX, azienda con base a Pasadena. Curioso notare come questa graduatoria si sia basata sui dati tratti dal Google Transparency Report, il rapporto periodico ufficiale sulla trasparenza che prende in esame le richieste per la rimozione dei contenuti (vedi agenzia http://www.e-duesse.it/News/Home-video/Il-copyright-secondo-il-Google-Transparency-Report-141811). Il rapporto Annenberg ha inoltre evidenziato come la pubblicità tradizionale abbia finanziato l’86% dei siti di ricerca P2P con contenuti distribuiti illegalmente. I vertici di Google hanno contestato la conclusione secondo la quale la società di fatto dia fondi ai siti pirata sottolineando come «la complessità della pubblicità online ha portato alcuni a concludere erroneamente che la mera presenza di un codice di Google su un sito significhi un sostegno finanziario». Jonathan Taplin, direttore di U.S.C. Annenberg Innovation Lab, ha affermato: «noi non crediamo che la regolamentazione governativa da sola possa essere la risposta al problema della pirateria, crediamo piuttosto che l’autoregolamentazione di settori importanti come quello della pubblicità online potrebbe essere più efficace». Ecco la top ten: 1 Openx; 2 Google (con Double Click); 3 Exoclick; 4 Sumotorrent; 5 Propellerads; 6 Yahoo (con Right Media): 7 Quantcast; 8 Media Shakers; 9 Yesads; 10 Infolinks

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