Univideo: il lusso di disconnettersi e il futuro del DVD nell’era dello streaming

All’Anteo di Milano Univideo presenta la ricerca NIQ-GfK sul valore culturale e identitario del supporto fisico

Si è svolto questa mattina all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano l’evento “Il lusso di essere disconnessi – La scelta consapevole di scoprire i film del passato, le passioni del presente, le professioni del futuro”, promosso da Univideo per rimettere al centro dell’attenzione il valore culturale, identitario e di mercato del supporto fisico – ovvero i dvd e i Blu-ray –  in un’epoca dominata dallo streaming. Un appuntamento indirizzato agli operatori del settore audiovisivo, ma che è stato anche allargato a una classe di studenti di un istituto per grafici della provincia di Milano che hann potuto anche assistere in sala alla proiezione di 40 secondi, il toccante film di Vincenzo Alfieri che ripercorre, con una regia avvincente e ricercata, le ultime ore di vita del giovane Willy Monteiro Duarte e il contesto sociale che ha portato alla sua tragica morte, avvenuta in seguito a un pestaggio durato la notte del 6 settembre 2020.

Ad aprire l’incontro è stata Luciana Migliavacca, presidente di Univideo, che ha sottolineato l’importanza della presenza dei giovani in sala: «Ho fortemente voluto che fossero con noi degli studenti, perché rappresentano il futuro. Parliamo del lusso della disconnessione, del bello di concentrarsi su qualcosa di bello. E vedere un DVD o un Blu-ray significa proprio questo: prendersi il tempo necessario per entrare nel film, nella sua storia, nelle sue emozioni. I film sono pezzi di storia del nostro Paese, capaci di farci riflettere, emozionare e persino ridere».

LA RICERCA

Il cuore dell’evento è stata la presentazione della ricerca qualitativa condotta da NIQ Italia e GfK, illustrata da Daniele Novello, Consumer Behaviour & Insight Manager. L’obiettivo: indagare gli spazi di valorizzazione del supporto fisico, il ruolo del dvd oggi e la sua capacità di distinguersi in un mercato sempre più orientato verso il consumo digitale. Il dvd è ovviamente sfidato dallo streaming – ha spiegato Novello – ma non per questo deve ritenersi vinto dallo streaming. «La nostra ricerca vuole andare sotto la superficie per capire cosa rappresentano davvero DVD e Blu-ray per le persone. Il dvd è un prodotto oggettivamente sfidato dall’evoluzione digitale e dai nuovi lifestyle, che però proprio alla luce di queste trasformazioni può ritagliarsi un nuovo spazio e nuovi significati: uno strumento di evasione, condivisione in un mondo che corre sempre più e che sempre più spinge alla superficialità; uno strumento per vivere esperienze profonde, reali e pervasive che in futuro potrebbero beneficiare maggiormente proprio di quelle opportunità di arricchimento e personalizzazione fornite dall’ibridazione dei supporti fisici con le potenzialità del digitale».

Una prima parte delle ricerca ha fotografato il “percepito del dvd” e dal campione coinvolto è emerso che questo supporto evoca calore domestico, familiarità, ritualità, diventando un oggetto dotato di un valore affettivo e culturale più ampio del semplice contenuto. È sinonimo di condivisione, ma anche di arricchimento personale; rappresenta una scelta identitaria che racconta chi siamo e cosa amiamo. Per molti giovani, in particolare, il supporto fisico è parte del proprio storytelling: una collezione che si costruisce nel tempo, capace di rappresentare gusti e passioni.

La ricerca ha evidenziato inoltre come l’acquisto di un DVD sia visto come una scelta intenzionale, un gesto attivo in un contesto dominato dalla fruizione passiva suggerita dagli algoritmi. La visione di un film in dvd/blu-ray è considerata un “tempo di qualità”: un’esperienza senza interruzioni, senza volatilità di catalogo. Ma soprattutto, con il dvd non c’è il rischio che un titolo scompaia da un giorno all’altro (come invece può accadere nei cataloghi delle piattaforme streaming). Il dvd è oggetto che non scade. E in questa resistenza risiede una parte del suo valore.

IL FUTURO DEL DVD

Il report ha lanciato anche qualche riflessione sul futuro: se lo streaming è flusso, velocità, scorrimento continuo, il dvd può essere traccia, segno, radicamento. Il dvd è un’esperienza che si sceglie di abitare attivamente, mentre lo streaming, spesso, si subisce passivamente in base alle scelte degli algoritmi. Il digitale non deve tuttavia essere visto coome un antagonista, ma come un alleato. Ciò che conta, per il dvd, è il posizionamento: il DVD, secondo la ricerca, non deve più giustificarsi ma dichiararsi, rivendicare la propria unicità: quella di essere un oggetto con un’anima, qualcosa che lo streaming non potrà mai diventare.

Qual è allora il futuro del dvd? La ricerca delinea una “nuova vita per il DVD, un supporto fisico ibrido, dal carattere “aumentato” fruibile in modi differenti, con modalità connesse e contenuti interattivi e valoriali, espressione di una unicità che si consacra nel tempo. Non solo del presente ma uno spazio temporale di visione del tutto nuovo, dove guardare un film torna a essere un gesto identitario, un incontro fra opera e fruitore, una sorta di esperienza che non si scorre, ma si sceglie consapevolmente di vivere, da soli o in compagnia, a casa come all’esterno, senza barriere di accesso ma con la certezza che quel prodotto è fisicamente riposto all’interno di un archivio personale che identifica la storia di ciascun individuo. Il DVD del domani non deve essere solo un supporto tecnico, ma un artefatto narrativo, un medium emotivo, un contenuto personalizzabile, un rituale da condividere. In definitiva gli user adulti cercano evoluzioni coerenti. Desiderano che il DVD continui a essere un luogo d’incontro emotivo, un oggetto che trattiene memoria, autore, opera e spettatore. Vogliono un riscatto dell’esperienza lenta, dell’acquisto motivato. Il futuro auspicato è fatto di qualità, attenzione, personalizzazione e cura. Gli user giovani invece desiderano un DVD che sia personale e relazionale: qualcosa da scegliere, donare, magari personalizzare con artwork, firme, contenuti speciali. Non collezionano, ma custodiscono”.

Al riguardo, Migliavacca ha aggiunto: «La ricerca presentata questa mattina da NIQ conferma che il prodotto audiovisivo (DVD, il Blu-ray e il 4K Ultra HD) ha ancora molto da offrire in termini di qualità, contenuti extra, materiali esclusivi e soddisfazione nel possedere l’oggetto e non solo averlo disponibile accedendo ad una piattaforma digitale. L’online non è in contrapposizione con il fisico, il digitale ha reso i contenuti più accessibili e immediati, sono modalità che possono convivere e arricchirsi a vicenda, offrendo esperienze diverse ma complementari. Oggi ci sono tutte le condizioni per dare un nuovo impulso al nostro settore perché come si dice un film è per sempre. E il supporto fisico è indispensabile per conservarlo».
Le sfide maggiori – aggiungiamo noi – sono, oltre alla forte concorrenza delle piattaforme streaming, il fatto che i lettori dvd/blu-ray stanno sempre più scomparendo dalle abitazioni (mentre rimangono le console per videogame che leggono questi supporti) e che sono sempre meno i luoghi fisici dove poter acquistare questi formati.

Durante l’incontro sono intervenuti anche Martina Romano, consulente LIS per il settore cinematografico, che, da persona non udente, ha ricordato l’importanza delle edizioni sottotitolate dei dvd nell’alimentare la passione per il cinema oltre le barriere, e poi il regista e content creator legato all’universo cinema e serie Tv Mauro Zingarelli che ha raccontato la sua passione per i contenuti extra dei supporti fisici definendo il blu-ray il “gadget definitivo di un film”.

A moderare è stato il Presidente FAPAV Federico Bagnoli Rossi, mentre l’introduzione alla proiezione del film 40 secondi è stata affidata al produttore Roberto Proia (Eagle Pictures) e all’attrice Beatrice Puccilli, tra i protagonisti del lungometraggio.

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