Donald Trump apre alla possibilità di introdurre un incentivo fiscale federale per sostenere la produzione cinematografica e televisiva negli Stati Uniti. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente ha invitato Repubblicani e Democratici a lavorare insieme a una misura bipartisan capace di riportare sul territorio americano una quota maggiore di film e serie oggi realizzati all’estero.
«Suggerirò a Repubblicani e Democratici di riunirsi e predisporre immediatamente una legge per salvare il settore cinematografico, televisivo e dell’intrattenimento in America», ha scritto Trump, chiedendo al Congresso di approvare «immediatamente un incentivo federale alla produzione per creare posti di lavoro nell’intrattenimento negli Stati Uniti».
La presa di posizione rappresenta un cambio di prospettiva rispetto alle ipotesi avanzate dallo stesso Trump nei mesi scorsi, quando aveva più volte evocato l’introduzione di dazi fino al 100% sui film prodotti fuori dagli Stati Uniti. Una soluzione che aveva suscitato dubbi nell’industria, dove studios, associazioni e sindacati spingono invece da tempo per un sistema di crediti fiscali analogo a quelli già adottati da numerosi Paesi concorrenti.
Secondo i sostenitori della misura, il calo della produzione domestica registrato dopo la contrazione del mercato dello streaming nel 2022 avrebbe comportato la perdita di circa 73mila posti di lavoro negli Stati Uniti, due terzi dei quali nell’area di Los Angeles.
Sul tavolo ci sono diverse ipotesi. Il senatore democratico Adam Schiff aveva elaborato una proposta basata su un credito del 15% sui costi del lavoro sostenuti negli Stati Uniti, mentre la Motion Picture Association, insieme a Jon Voight, nominato da Trump “ambasciatore speciale” per Hollywood, avrebbe sostenuto un incentivo del 20%.
Trump ha confermato di aver discusso recentemente la questione con Voight, sottolineando come una parte consistente delle produzioni si sia spostata verso Canada e altri territori. «Hollywood è un disastro completo e totale», ha scritto, sostenendo che oggi «non c’è alcun incentivo a essere lì» e che la situazione stia penalizzando fortemente la California.
Il presidente si è detto inoltre convinto che il costo di un tax credit federale sarebbe compensato dall’impatto economico generato dalle produzioni. «La quantità di denaro spesa per gli incentivi fiscali sarà recuperata dieci volte tanto dal denaro che entrerà nelle casse del Tesoro», ha affermato.
La proposta ha raccolto aperture bipartisan. Schiff ha dichiarato di essere «fortemente d’accordo con il presidente», invitando il Congresso a intervenire rapidamente. Anche la deputata democratica Laura Friedman e la Directors Guild of America hanno espresso sostegno a una misura nazionale.
Un eventuale credito federale potrebbe inoltre sommarsi agli incentivi già disponibili in Stati come California, New York, Georgia e New Jersey, ampliando la competitività degli Stati Uniti in un mercato globale in cui oltre 80 Paesi utilizzano strumenti fiscali per attirare produzioni audiovisive.
Fonte: Variety
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