Tricia Tuttle resta alla guida della Berlinale

L'ente che sovrintende la kermesse tedesca ha reso noto di avere però ricevuto "raccomandazioni" politiche per il futuro
tricia tuttle berlinaleCr. Thomas Kronsteiner/Getty Images

Dopo giorni di tensioni e riunioni a porte chiuse, la Berlinale conferma il proprio assetto e il futuro immediato del festival. Al centro della discussione c’è la posizione della direttrice Tricia Tuttle, finita nel mirino di una parte del dibattito politico e mediatico tedesco dopo un’edizione 2026 segnata da polemiche, prese di posizione dal palco e reazioni istituzionali. Il clima, a Berlino, resta delicato: da un lato la necessità di difendere l’autonomia culturale di una delle principali vetrine europee, dall’altro la pressione perché l’evento risponda a indicazioni che arrivano anche dall’area governativa.

La svolta, almeno sul piano formale, è arrivata mercoledì al termine della riunione del consiglio di sorveglianza della KBB (l’ente che sovrintende la Berlinale). In una nota diffusa subito dopo l’incontro, il festival ha rivendicato il principio dell’indipendenza e, insieme, ha riconosciuto l’esistenza di “raccomandazioni” legate alla permanenza di Tuttle. La Berlinale ha parlato di un passaggio che non impone condizioni ma apre una fase di valutazione interna: «Dopo la riunione odierna del Consiglio di Sorveglianza della KBB sul futuro della Berlinale, accogliamo con favore la conferma del Consiglio sull’importanza dell’indipendenza del nostro lavoro». E ancora: «Condividiamo la loro convinzione che il festival sia sulla strada giusta e che possa continuare a crescere e migliorare sotto la leadership di Tricia Tuttle». Il punto più significativo della dichiarazione è quello relativo alla natura delle indicazioni ricevute: «Abbiamo anche ricevuto raccomandazioni, piuttosto che condizioni, relative alla prosecuzione del rapporto di lavoro di Tuttle. La loro valutazione e qualsiasi implementazione ora spettano alla Berlinale, e le esamineremo». Parallelamente, sul fronte politico, il Ministro di Stato per la Cultura Wolfram Weimer è stato citato da Die Zeit mentre riferiva alla commissione per gli affari culturali del Bundestag un esito netto: «È stata presa la decisione che la signora Tuttle continuerà».

La crisi si è accesa dopo la cerimonia dei premi, quando alcuni filmmaker hanno usato il palco per dichiarazioni pro-palestinesi e interventi su Gaza. In quel contesto, secondo le ricostruzioni, il ministro federale dell’Ambiente Carsten Schneider avrebbe abbandonato la sala dopo le parole del regista palestinese Abdallah Al-Khatib, vincitore della sezione Perspectives con Chronicles From the Siege, che ha accusato le autorità tedesche di «essere partner nel genocidio a Gaza da parte di Israele». Da lì, l’attenzione si è spostata rapidamente dalla programmazione al terreno politico, con un effetto domino che ha investito direttamente la direttrice.

Nei giorni successivi, Tuttle è stata attaccata anche da media di destra, tra cui Bild, per una foto scattata al festival insieme al team di Chronicles From the Siege, in cui alcuni componenti indossavano keffiyeh palestinesi e mostravano bandiere. Lo stesso tabloid, che ha spinto per una sua rimozione, ha sostenuto che il Ministero della Cultura tedesco non avrebbe trovato un’intesa su termini condivisi per un’uscita anticipata. Tuttle, che ha ribadito di voler restare, ha ancora tre anni di contratto su cinque.

Nel quadro di questa permanenza, alcune indiscrezioni indicano possibili contromisure organizzative: l’adozione di un nuovo codice di condotta e l’istituzione di un comitato consultivo. Secondo quanto riportato, Bild ha anche sostenuto che il codice includerebbe «un tabù contro l’antisemitismo». La Berlinale, nella sua nota, non entra nel merito di questi punti, limitandosi a confermare che esistono “raccomandazioni” da esaminare.

A bilanciare gli attacchi, è arrivata una mobilitazione internazionale a sostegno di Tuttle: migliaia di professionisti del settore, tra cui Sean Baker, Wim Wenders e Tilda Swinton, hanno firmato una lettera in suo favore. Inoltre, 32 direttori di altri festival – incluso Thierry Frémaux di Cannes – hanno diffuso una lettera aperta «a sostegno del desiderio di Tricia Tuttle di continuare come Direttrice del Festival della Berlinale». In attesa di capire quali indicazioni verranno effettivamente recepite e in che forma, la certezza, per ora, è una: la Berlinale conferma la continuità della sua guida, rimandando a una fase successiva ogni decisione sull’eventuale implementazione delle raccomandazioni ricevute.

Fonte: Variety

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