“Il tema del cinema italiano all’estero è strategico più di quanto possa sembrare. E’un luogo comune dire che il cinema italiano non circola fuori dall’Italia perché si fanno solo commedie. La cosa non è vera; c’è un’importante produzione di film di qualità oltre alle commedie”. Lo ha dichiarato il presidente Anica Riccardo Tozzi oggi nell’ambito del convegno sul cinema italiano all’estero che si è svolto nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia. “Abbiamo una capacità di produzione, in parte inespressa, molto forte e competitiva a livello internazionale. Lo dimostrano i dati di quota di mercato dei film nazionali che competono con quelli degli Stati Uniti e più alti di quelli francesi. Portiamo molti film ai festival grazie a un cinema d’autore che ha capacità di circolazione mondiale”. Tozzi è convinto che “noi dobbiamo avere la consapevolezza di poter realizzare un cinema che può circolare e competere a livello internazionale. Quali sono i problemi di struttura che limitano questa circolazione? Ci vuole apertura e scambio internazionale che comporta l’attrazione di produzioni straniere in Italia e lo sviluppo di coproduzioni che sono purtroppo marginali. Il tax credit, fondamentale, disincentiva le coproduzioni con l’estero e questo è un problema. Ci vuole una grande attività di promozione della nostra immagine cinematografica nel mondo ma il problema è che non sappiamo comunicare; inoltre la complessiva immagine culturale che abbiamo all’estero non è delle migliori. Il centro nazionale di cinematografia in Italia andrebbe fatto e sarebbe importante come luogo di collegamento tra tutti i soggetti del settore”.
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