Tozzi, pronto a lasciare l’Anica nel 2016

In un’intervista pubblicata oggi da Il sole 24 ore, Riccardo Tozzi parla della situazione del cinema italiano e del suo ruolo di presidente in Anica. Il suo mandato scadrà nel 2017 ma Tozzi conta «di lasciare prima. Magari nel 2016», dichiara al quotidiano di Confindustria. Tozzi si dice preoccupato per il cinema italiano: «Non sta andando bene. Bisogna partire con serietà da questa consapevolezza, altrimenti le analisi saranno sempre approssimative». Il mercato sta crescendo, +5% di presenze e +9,4% di incassi «ma il vero problema è quanto di prodotto italiano ci sia in questa crescita. La verità è che la quota di mercato del prodotto italiano è del 22%. Siamo lontanissimi dal 35% del 2012. Per carità, i prodotti di livello ci sono stati e ci saranno. Ma parliamo di numeri che non possono spostare una situazione che vede invece il cinema italiano sempre più in difficoltà nel confronto con il cinema americano». Tra le cause di queste difficoltà, per il presidente Anica, bisogna annovere un circuito di sale molto forte nelle periferie che, in genere, è il preferito da un pubblico che ama il cinema americano mentre «dall’altra parte, non si è sviluppato un circuito nuovo e adeguato nei centri urbani, in cui il pubblico è quello che preferisce il prodotto europeo e italiano». Un altro problema sono i troppi film prodotti mentre le risorse sono rimaste le stesse. C’è poi il nodo della forte stagionalità che condiziona il cinema nazionale anche se «su quel versante le cose stanno andando un po’ meglio. Avere la consapevolezza della necessità di andare oltre la stagionalità è un punto di partenza irrinunciabile». Sull’imminente arrivo di Netflix, Tozzi non si dice preoccupato: «I mezzi sono tutti opportunità. Occorre saperle cogliere e anche non pensare che ogni nuovo mezzo sostituisca quello precedente».

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