Torino Film Festival, l’edizione 2012

Conferenza stampa con accenno polemico, quella del Torino Film Festival n. 30 (23 novembre – 1° dicembre). Incontrando la stampa questa mattina a Roma il direttore artistico, Gianni Amelio, ha toccato tutti gli argomenti più spinosi degli ultimi mesi: dalla sua sostituzione «prevista ma pensavo almeno di ricevere una telefonata e non di leggere il nome del mio sostituto sui giornali», alle date vicinissime a quelle del Festival di Roma «avevo chiesto al ministro almeno due settimane di distanza tra questi appuntamenti, ma nonostante le assicurazioni ricevute nulla è cambiato», fino al cartellone che proprio con Roma quest’anno ha in comune la ricchezza di opere prime e seconde. Un fatto commentato così: «Noi abbiamo l’esordio alla regia di Dustin Hoffman mentre chi vuole male al festival di Torino vorrebbe solo opere prime e seconde di registi che vengono dalla Mongolia». Lasciate da parte le polemiche a distanza con Marco Müller, Amelio è poi entrato nel vivo del programma raccontando l’edizione 2012 del suo festival, costruita dopo aver visto 4mila film e selezionato 223 titoli di cui più di 70 tra esordi e opere seconde. Ad aprirela rassegna ci sarà ‘Quartet’, commedia che segna l’esordio alla regia di Dustin Hoffman, ambientata in una casa di riposo per cantanti lirici e musicisti nella campagna inglese. A chiudere ‘Ginger&Rosa’ di Sally Potter con protagoniste due amiche adolescenti nella Londra degli anni ’60. E poi gli omaggi: il Gran Premio Torino sarà assegnato a Ettore Scola e Ken Loach. La sezione Onde ha preparato un omaggio a Miguel Gomes, considerato il nuovo maestro portoghese. Joseph Losey sarà ricordato con una personale che include 37 titoli tra lungometraggi e spot e documentari girati tra gli anni ’40 e ’50. Per quanto riguarda il concorso, “Torino 30” sono 16 i titoli in gara di cui tre italiani: ‘Noi non siamo come James Bond’ di Mario Balsamo, narra l’avventura di due amici con il mito di 007; ‘Smettere di fumare fumando’, opera seconda del fumettista Gipi e ‘Su re’ in cui Giovanni Columbu racconta la Passione di Gesù attraverso la lettura dei quattro Vangeli. A giudicare i film una giuria, presieduta da Paolo Sorrentino, e formata dal compositore Franco Piersanti, dei registi Joana Preiss e Constantin Popescu e del produttore Karl Baumgartner.

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