Tax credit sale, dal 21 settembre apre la sessione per i costi di funzionamento 2025

Da lunedì al via la presentazione delle domande relative ai costi di funzionamento sostenuti nel 2025. Le richieste dovranno essere inviate entro il 20 ottobre
tax credit sale 2025Cr. Shuttershock

Si apre una nuova finestra per le imprese dell’esercizio cinematografico interessate al tax credit sui costi di funzionamento delle sale. La Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura ha infatti fissato i termini per la presentazione delle domande relative alla sessione 2025, definendo modalità, periodo di riferimento e principali condizioni di accesso alla misura.

Come stabilito dal decreto direttoriale del 17 settembre 2026, Rep. 2729, le richieste potranno essere presentate attraverso la piattaforma DGCOL a partire dalle ore 12:00 del 21 settembre 2026 e fino alle ore 23:59 del 20 ottobre 2026. La sessione riguarda il tax credit destinato al potenziamento dell’offerta cinematografica e, in particolare, i costi di funzionamento sostenuti dalle sale nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025.

Le domande saranno istruite dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo in ordine cronologico. Il riconoscimento del credito sarà subordinato alla verifica della completezza della richiesta, del rispetto dei requisiti previsti dalla legge n. 220 del 2016 e dai relativi decreti attuativi, oltre che all’effettiva disponibilità delle risorse. Il credito sarà riconosciuto entro il limite massimo annuo stabilito dal decreto del Ministro della Cultura del 6 marzo 2025, n. 55, con applicazione del meccanismo di decurtazione proporzionale previsto dalla normativa vigente.

Tra gli elementi di particolare rilievo figura inoltre l’obbligo, a pena di inammissibilità, di allegare alla richiesta il contratto assicurativo a copertura dei danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali sui beni indicati dalla normativa.

Per tutte le condizioni applicative, i requisiti e la documentazione richiesta, il riferimento resta il decreto direttoriale pubblicato sul sito della Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura.

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