IsICult ha pubblicato in anteprima sul proprio sito il nuovo decreto interministeriale che riforma il Tax Credit destinato alla produzione cinematografica e audiovisiva.
Il provvedimento, promosso dal Ministero della Cultura d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, è stato firmato dal ministro Alessandro Giuli il 18 giugno e dal ministro Giancarlo Giorgetti il 7 luglio.
Il testo è stato trasmesso agli organi di controllo e, secondo quanto riportato dall’istituto, dovrebbe essere pubblicato entro la fine di luglio.
Un tetto annuale alle risorse
La principale novità riguarda l’introduzione di un limite annuale invalicabile alla spesa dello Stato. Le richieste presentate dai produttori potranno essere accolte esclusivamente fino all’esaurimento delle risorse stanziate per il credito d’imposta all’interno del Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo.
Viene così superato il meccanismo dello “splafonamento”, che consentiva di riconoscere crediti anche oltre la dotazione prevista a bilancio dal Fondo Cinema. Secondo IsICult, tra il 2021 e il 2025 i crediti autorizzati per la produzione avrebbero superato di circa 1,8 miliardi di euro le risorse stanziate, pari complessivamente a 1,7 miliardi.
Nel 2026 il Tax Credit assorbirebbe 441 milioni di euro sui 606 milioni complessivi destinati al sostegno pubblico del comparto. Circa 220 milioni sarebbero riservati alle imprese di produzione cinematografica, televisiva e web.
Aliquote ridotte e nuovi limiti
Il decreto introduce inoltre ulteriori vincoli e una generale riduzione delle aliquote riconosciute sui costi di produzione, quantificata da IsICult in una forbice compresa tra il 5% e il 10%. L’obiettivo è rafforzare il controllo sulla spesa dopo le criticità emerse negli ultimi anni.
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