Tax credit, firmato il decreto MiC-MEF sulle nuove regole per la produzione

Dopo la registrazione degli organi di controllo, potranno aprirsi le finestre 2026
selettivi produzione 2025

Firmato il decreto del ministero della Cultura, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, che aggiorna la disciplina del tax credit per le imprese di produzione cinematografica e audiovisiva. Un passaggio molto atteso dal settore, perché consente di avvicinare l’apertura delle finestre 2026, che potranno partire dopo la registrazione da parte degli organi di controllo.

A darne notizia è stata la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni in una nota riportata da Ansa, che ha definito il provvedimento «un intervento necessario» per rendere il sistema più efficace, garantire un utilizzo corretto delle risorse pubbliche e rafforzare uno strumento considerato centrale per la crescita del comparto.

Il nuovo decreto introduce, secondo quanto comunicato, regole più puntuali, un potenziamento dei controlli, un monitoraggio più stringente della spesa e criteri più chiari per l’accesso alle agevolazioni. L’obiettivo indicato dal ministero è duplice: da un lato tutelare le imprese che investono e generano occupazione, dall’altro assicurare che le risorse pubbliche producano valore per l’industria e per il sistema Paese.

«Continuiamo a lavorare per un comparto sempre più solido e competitivo, capace di valorizzare i talenti e consolidare il ruolo dell’Italia come punto di riferimento per le produzioni cinematografiche e audiovisive», ha dichiarato Borgonzoni, sottolineando come regole certe e trasparenza siano considerate la base per dare stabilità agli operatori e sostenere la crescita del settore.

Il provvedimento arriva dopo la firma, annunciata nelle scorse settimane dal MiC, del decreto sulle disposizioni applicative in materia di contributi automatici e del decreto interministeriale relativo al credito d’imposta per le imprese di produzione. Con il completamento dell’iter di firma tra Cultura ed Economia, il comparto guarda ora all’apertura delle sessioni 2026.

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