Si è aperta ufficialmente alla Camera dei Deputati la discussione parlamentare su due mozioni distinte ma convergenti, che mettono al centro il futuro del tax credit e, più in generale, il rilancio del settore cinematografico italiano. A presentarle sono due forze di opposizione: da un lato il Movimento 5 Stelle, con primo firmatario Giuseppe Conte, dall’altro il Partito Democratico, attraverso l’intervento in Aula del deputato Andrea Casu.
Le mozioni arrivano in un momento di forte tensione tra le categorie del comparto e l’attuale Governo, accusato di aver messo in crisi una filiera già fragile e ora anche al centro di specifiche indagini. Al centro del dibattito, oltre alla rimodulazione del credito d’imposta, ci sono anche proposte strutturali per rilanciare la produzione, proteggere le professionalità coinvolte e garantire maggiore trasparenza nella gestione dei fondi pubblici.
Il Movimento 5 Stelle chiede una revisione complessiva del sistema dei finanziamenti, denunciando – attraverso l’intervento del deputato Gaetano Amato – presunti illeciti nella gestione di risorse pubbliche legate a Cinecittà, alla campagna Cinema Revolution e ad alcune società vicine all’attuale maggioranza. La mozione, discussa anche in una conferenza stampa con Giuseppe Conte e il capogruppo Riccardo Ricciardi, punta a riportare legalità, equità e trasparenza nell’accesso ai fondi statali, contestando ogni forma di favoritismo. Tra le proposte, anche un rafforzamento dei controlli e il rifiuto di una gestione politica delle risorse.
Il Partito Democratico, dal canto suo, rivendica il valore economico e culturale del tax credit, ricordando come per ogni euro investito ne ritornino 3,5 all’economia nazionale. Casu ha però denunciato un crollo delle produzioni, l’abbandono delle maestranze e una gestione politica che avrebbe trasformato il settore in un “nemico” da colpire. La mozione del PD propone un piano nazionale per la rigenerazione delle sale cinematografiche, il potenziamento del fondo per il credito d’imposta e nuove tutele per le professionalità minacciate dalle tecnologie emergenti, come sceneggiatori e doppiatori rispetto all’uso dell’intelligenza artificiale.
Il voto sulle due mozioni è atteso nei prossimi giorni. L’obiettivo condiviso dalle opposizioni è far sì che il cinema non diventi terreno di scontro ideologico, ma torni ad essere riconosciuto come un asset strategico per l’economia e la cultura del Paese.
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