Steven Spielberg torna a parlare al grande pubblico da uno dei palcoscenici più simbolici per l’industria cinematografica americana, e lo fa con un film che riporta immediatamente alla memoria uno dei territori a lui più familiari. Al CinemaCon di Las Vegas, il regista ha presentato il nuovo trailer di Disclosure Day, nuovo progetto sci-fi distribuito da Universal Pictures, ma soprattutto ha colto l’occasione per lanciare un messaggio molto netto a Hollywood sul futuro del cinema in sala e sulla necessità di continuare a investire in storie originali.
Oltre a ricordare i dettagli del film in uscita al cinema l’11 giugno 2026, il passaggio più politico del suo intervento è arrivato quando Spielberg ha smesso i panni del promotore e ha indossato quelli del veterano dell’industria. Da una parte ha difeso con forza la necessità di finestre teatrali più lunghe prima dell’arrivo dei film sulle piattaforme o nell’home entertainment, lodando Universal per aver portato la permanenza in sala dei suoi titoli fino a 45 giorni. «Il pubblico troverà ciò che vuole guardare, che i film siano grandi o piccoli, ma gli studios devono aiutarci ampliando molto le finestre di esclusiva come ha appena fatto Donna Langley», ha detto, spingendosi poi a rilanciare con ironia: «Oggi devo essere ingordo. Sento 60 giorni? Sento 120 giorni?».
Dall’altra parte, Spielberg ha rivolto un avvertimento chiarissimo al sistema hollywoodiano. «Se tutto quello che facciamo è IP già note, con marchi riconoscibili, finiremo il carburante», ha affermato. Per il regista, la sopravvivenza del cinema passa dalla capacità di continuare a sorprendere il pubblico. «Non c’è niente di più importante che dare al pubblico storie visive, e possono essere in qualsiasi forma, ma dobbiamo raccontare più storie originali».
Disclosure Day, quindi, diventa almeno nelle intenzioni del suo autore, una sorta di banco di prova. Quando arriverà in sala il 12 giugno (11 giugno nelle sale italiane), dirà anche qualcosa sullo stato del mercato e sulla possibilità che un grande titolo originale, non legato a fumetti, videogiochi o franchise preesistenti, riesca ancora a imporsi come evento cinematografico. Spielberg, evidentemente, è convinto di sì.
Fonte: Variety
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