Al convegno Anec di Sorrento di oggi pomeriggio non sono mancate battute polemiche e tensioni, soprattutto sul problema dell’allungamento della stagione. Per Francesca Cima, presidente dei produttori Anica che ha avuto un piccolo battibecco con Giuseppe Corrado avendogli contestato la “minaccia” di chiudere le sale in estate (termine che il manager di The Space ha considerato inappropriato), si deve evitare «di guardare ognuno il proprio orticello: dobbiamo eliminare gli steccati tra produzione, distribuzione ed esercizio e creare occasioni di dialogo. Noi produttori parliamo pochissimo con voi esercenti. Non è più pensabile che un esercente si trovi il prodotto quando arriva nell’ultima fase senza conoscerlo». Cima ha anche proposto che il tax credit, «grazie al quale ci sono nuove modalità di finanziamento», possa essere utilizzato anche dall’esercizio. Inoltre la produttrice ha stigmatizzato le uscite di film in numero eccessivo di copie: «La media sale è crollata: le sale sono semivuote e l’esperienza deprime lo spettatore».
Per Andrea Occhipinti, presidente dei distributori Anica, il problema della stagionalità rimane complesso da risolvere: «Anche per noi sarebbe importante avere un mercato in cui poter esprimere al meglio i nostri film tutto l’anno. La differenza possono farla solo film italiani forti: gli incentivi su film piccoli non servirebbero. Dobbiamo trovare una soluzione insieme». Quanto alle sale, «penso che non siano poche ma molte andrebbero rinnovate senza soluzioni demagogiche: alle strutture senza speranza di ripresa bisogna concedere il cambio di destinazione d’uso, mentre abbiamo bisogno di strutture moderne nei centri cittadini».
E se il presidente degli autori Anac Francesco Ranieri Martinotti ha difeso gli esercenti, «l’anello più importante per far crescere questo settore», e richiesto un piano nazionale per la promozione del pubblico, l’intervento più atteso in conclusione era quello di Nicola Borrelli, direttore generale per il cinema del Mibact. Borrelli ha fatto un intervento piuttosto deciso rispetto agli operatori: «Abbiamo fatto molti tavoli, ma se affidiamo tutte le speranze del settore a una legge di sistema non abbiamo capito nulla. Non si risolve nulla triplicando le risorse ministeriali, il problema sono gli assetti del settore: i margini di molti operatori rimangono ininfluenti rispetto ai risultati del mercato, non c’è infatti ingresso e uscita di operatori dal settore. Di fronte a questa situazione, gli incentivi non servono. Al settore nella sua interezza forse non interessa risolvere il problema estate per cogliere il pubblico potenziale che c’è». E se lo Stato deve modificare molte linee di intervento, «queste possono accompagnare i problemi ma non risolverli. Pensate al pubblico, a far tornare le persone in sala e a far vedere i film».
In conclusione, per il presidente Anec Luigi Cuciniello «il dibattito è stato tutt’altro che inutile: lavoriamo insieme su quanto detto da Borrelli. Siamo l’anello debole: per questo abbiamo alzato la voce sulla stagionalità. Servono direzioni complessive e lavorare guardando le proprie criticità, mettendosi in discussione».
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