Ristrutturazioni, svolta green, innovazione tecnologica delle proiezioni, massimo livello di comfort, nuove strategie di coinvolgimento del pubblico. Questi sono solo alcuni degli “attrezzi” che gli esercenti usano per costruire una nuova esperienza in sala. Oggi, in apertura delle Giornate Professionali di Cinema in corso a Sorrento fino a venerdì 1 dicembre, nel panel organizzato da Box Office, si è proprio discusso su come creare una nuova fruizione su grande schermo per attrarre nuovi spettatori.
A condividere le proprie riflessioni e proposte sono stati gli esercenti Giuliana Fantoni (del Cinema Edera di Treviso), Andrea Stratta (del circuito Notorious Cinemas) e Alessandro Rossi (del circuito Movie Planet), insieme a Simone Gialdini, Direttore generale ANEC.
Di seguito le principali tematiche emerse nel convegno “New Experience in sala” moderato da Paolo Sinopoli, Responsabile di Box Office.
UN’ESPERIENZA PIU’ AUTENTICA E UMANA
Per Giuliana Fantoni, esercente dello storico cinema Edera di Treviso (3 sale in un edificio costruito nel 1960 che mantiene intatto ancora “tutto il fascino vintage” dell’epoca; un fascino ancora molto amato dagli spettatori), «un elemento fondamentale è costruire un solido rapporto col pubblico. Il legame con gli spettatori è qualcosa di essenziale per l’Eden, ma anche per tutte le piccole realtà di esercizio che sono molto diffuse in Italia. Per l’Eden si tratta di un rapporto costruito nel tempo attraverso soprattutto un’offerta coerente e continuativa che ha le proprie radici nel cinema di qualità. Ma anche attraverso un’accoglienza umana (i tanti incontri con i talent, le rassegne, la presenza nei cinema della nostra famiglia) e un’accoglienza tecnologica (con proiezioni di livello sia audio sia video). È evidente: dopo il 2020, dopo le turbolenze della pandemia e della crisi economica seguita alla Guerra in Ucraina, il potere di acquisto, reale e percepito, delle persone è diminuito: i consumatori spendono meno e scelgono in maniera più responsabile e consapevole alla luce di una nuova rimodellizzazione di valori. Gli acquisiti – non solo nel cinema – sono dettati da un’etica di valore, indirizzati verso la sostenibilità, la cura del corpo e dello spirito, e poi dall’autenticità. Più le esperienze sono autentiche, vere, più sono ricercate. Nel nostro cinema, è apprezzato il fatto di trovarsi in un ambiente genuino, confidenziale. La nostra è una gestione familiare, e noi della famiglia siamo molto presenti in sala: c’è confidenza con gli spettatori, una confidenza che, nelle serate con gli ospiti, viene poi amplificata. Ecco, per noi, quello che può fare la differenza è un’esperienza più autentica e umana».
IL COMFORT E LA TECNOLOGIA
Il concetto di “New Experience”, per il circuito di Notorious Cinemas, è qualcosa di imprescindibile, visto che è proprio scritto a grandi lettere nel logo della società e nelle insegne della catena. Come ha ricordato Andrea Stratta, «quando siamo nati, nel 2019, dovevamo necessariamente trovare qualcosa di nuovo per poter competere in un mercato già maturo e affollato. E così, l’aspetto unico che abbiamo proposto ai nostri spettatori è stato quello della poltrona reclinabile. Il nostro marchio di fabbrica per differenziarci dalle altre 180 multisale già esistenti è stato puntare sul massimo del comfort della seduta. Se le altre strutture si stavano muovendo sulla tecnologia del PLF o sull’audio Dolby Atmos, noi abbiamo preferito questo concept, ovviamente sempre tenendo elevata la qualità di proiezione e l’offerta food & beverage. Nel 2019, quando abbiamo inaugurato il nostro multiplex di Sesto San Giovanni, c’erano solo altri 2 cinema con sedute reclinar. E i risultati si sono visti da subito: abbiamo fortemente allargato il bacino di utenza fino a 20-30 km, con clienti che venivano da queste distanze pur di provare questa nuova esperienza di fruizione.
Con le altre nostre aperture, ultima quella a Merlata Bloom alle porte di Milano di un paio di settimane fa, abbiamo ricostruito e migliorato la “new experience” di Notorious puntando sempre sul comfort, ma anche su design e qualità. Per esempio noi puntiamo sulla qualità del servizio, formando il nostro personale ad accogliere ed informare al meglio gli spettatori e proprio in questo senso, ad esempio, abbiamo scelto di tenere in funzione le biglietterie: i nostri clienti chiedono il contato umano, e quel momento di acquisto che può regalare un consiglio o 2 chiacchiere è molto apprezzato. Così come molto apprezzato è il servizio di pulizia che potenziamo nei momenti di maggiore affluenza come il weekend. Sono servizi costosi per noi, ma che servono a fare la differenza. Vitale è, ormai, poi la comunicazione, soprattutto via social e infatti anche qui abbiamo potenziato la nostra strategia grazie all’assunzione di un digital e social media manager che presidia i canali a tempo pieno. E vitale anche l’investimento sulla sostenibilità».
INVESTIRE NELLE STRUTTURE E NELLE PERSONE
“Se non ora quando?” con questa frase Alessandro Rossi vuole ricordare l’importanza vitale di sfruttare l’ingente quantità di finanziamenti messi sul piatto dalle istituzioni statali e regionali, non ultimi quelli del PNRR. Questa è la priorità, «poi sappiamo bene come in Italia l’esercizio sia una realtà davvero sfaccettato, che va dai grandi multiplex alle moltissime monosale di provincia; dunque, non esiste uno standard unico di come poter far funzionare al meglio i nostri cinema. L’unica cosa da fare, ogni volta, è ascoltare il pubblico. Per esempio, nel nostro circuito Movie Planet abbiamo deciso di puntare più sul Dolby Atmos (un aspetto tecnologico che lo spettatore percepisce e apprezza subito) rispetto a sedute reclinabili (poco apprezzate dal pubblico family) o rispetto a formati PLF che richiedono dimensioni di schermo troppo grandi per le nostre strutture. Insomma, bisogna costruire ad hoc le esperienze e scegliere ad hoc, con attenzione, gli investimenti più consoni alle proprie realtà. Di certo, per noi, un investimento imprescindibile è quello sull’efficientemento energetico che abbiamo attuato su 5 strutture grazie ai fondi del PNRR: è un tema etico ma anche economico visto che porta a un evidente risparmio dei costi.
Nell’ottica di costruire nuove esperienze, ritengo utilissimo il contributo degli AnecLab: nessuno può ritenersi imparato. Dobbiamo copiare il meglio che c’è qui vicino e lontano da noi.
E per allargare ulteriormente il pubblico, penso che i tre piani su cui lavorare siano: scuola /social / esperienza. Parlando della scuola, l’Italia è uno dei pochissimi Paesi in Europa dove non c’è un’educazione all’immagine nei percorsi scolastici; da noi ci sono il lavoro nelle scuole è sì attivo, ma è frammentato, un po’ casalingo. Manca un percorso più strutturato come ad esempio quello francese che ha portato a dei risultati sul lungo periodo che sono sotto gli occhi di tutti».
UN ESERCIZIO SEMPRE PIU’ DINAMICO E CHE PUNTI SEMPRE PIU’ SUI GIOVANI
La conclusione del panel è stata affidata a Simone Gialdini, Direttore generale ANEC, che ha ricordato come la «sostenibilità sia un tema cruciale per l’esercizio. Un tema che, prima del 2020, era poco sentito dal comparto ma che in questi anni, grazie ai fondi PNRR, è entrato nella cultura del settore. In questo ambito, l’esercizio ha potuto contare su 100 milioni di euro: certo è stato un percorso tortuoso, ma che è arrivato a buon fine. Grazie a questi finanziamenti le nostre strutture si sono potute dotare di 400 proiettori laser, oltre a mettere in atto interventi strutturali importanti come per il refrigeramento ad esempio. Certo, questo non basta: i numeri di questi ultimi due anni ci dicono che il luogo bello non è sufficiente per attrarre pubblico: deve essere un insieme di contenitore e contenuto. Detto questo, noi esercenti dobbiamo sfruttare al massimo le possibilità che il momento storico ci sta dando in termini di finanziamenti. E sono dunque felice di annunciare che per il 2024 saranno ben 70-75 i milioni di euro di finanziamenti tra contributi diretti e tax credit per l’esercizio. Risorse importanti per migliorare le nostre sale. Ma il miglioramento deve anche passare per l’integrazione di nuove figure professionali: anche in realtà più piccole è importante innovarsi in questo senso. Ed è importante lavorare sui giovani: il pubblico che va al cinema è un pubblico giovane, come dimostrano gli incassi, non ultimi quelli dei titoli horror, e noi dobbiamo potenziare l’attenzione su questo target. Non ultimo, dobbiamo continuare a lavorare su progetti diversificati come quello di LED – Leader Esercenti Donne per colmare il gender gap nel settore theatrical, un altro aspetto importante per il dinamismo dell’esercizio».
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