Secondo quanto pubblicato dal Financial Times entro domani Sir Howard Stringer, CEO di Sony Corporation, si prepara a precisare i dettagli del piano di ristrutturazione già annunciato a dicembre e che secondo il quotidiano dovrebbe prevedere il taglio di 16 mila posti di lavoro fra part-time e full-time oltre a una radicale riduzione dei costi produttivi non solo attraverso la chiusura di cinque o sei fabbriche probabilmente localizzate in Francia e Stati Uniti con un relativo saving di circa 1,1 miliardi di dollari, ma anche con una revisione della propria filosofia di R&S visto che come sottolineato dallo stesso Stringer oggi molti prodotti CE e hi-tech “sono diventati vere e proprie commodity fatte molto di software”. Il giornale londinese non nasconde neppure le forti resistenze che il piano sta incontrando sia in quella che viene definita “la vecchia guardia” sia nelle sedi giapponesi.
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