Siae: accordo fatto con il Governo

Si è conclusa positivamente per la Siae la vertenza con i ministri Padoa Schioppa e Rutelli. In precedenza il governo aveva negato l’approvazione del bilancio dell’associazione relativo al 2005, perché la Siae non aveva versato all’erario, a fondo perduto, un contributo di alcuni milioni di euro imposto agli enti pubblici. La Siae aveva da subito rivendicato la sua natura di ente economico a base associativa, che la rende differente dagli enti pubblici e quindi esente dall’onere in questione. In molti tra autori ed editori iscritti alla Siae (Mogol, Mario Lavezzi, Ennio Morricone, Gianni Bella, Gigi D’Alessio, Gino Paoli, Lucio Dalla, Luis Bacalov, Fabio Concato, Ricordi, Emi Music Publishing, Edizioni Curci e case associate, Warner, Sony Music, Universal, Sugar Music) avevano minacciato di farsi rappresentare da analoghi organismi stranieri, ed era stato anche indetto uno sciopero dello spettacolo per un giorno da determinarsi. A seguito della composizione, lo sciopero è stato revocato. Inoltre la Siae aveva inoltrato anche un ricorso al Tar del Lazio. Dopo una serie di incontri con i rappresentanti dei due Ministri, lo scorso 28 dicembre si è giunti alla conclusione secondo cui la Siae in base a una più precisa interpretazione delle norme “taglia spese”, non deve versare all’erario gli importi prima richiesti. In occasione di tale definizione la Siae ha risolto una vecchia vertenza con il Ministero dell’Economia relativa al bilancio del 2002, rispetto alla quale ha versato all’erario un importo di € 201.000,00. Il presidente della Siae, Giorgio Assumma, in un comunicato ufficiale ha così commentato la soluzione: “Esprimo la più viva soddisfazione degli ottantamila iscritti alla Siae. I ministri Padoa Schioppa e Rutelli, con senso di giustizia e di serietà politica, hanno accolto le considerazioni giuridiche addotte dalla Società. L’averla ora esonerata dall’obbligo del versamento a favore dello Stato di una cospicua quota dei suoi bilanci, significa riconoscere la sua particolare natura di ente pubblico economico che gestisce soltanto i soldi privati degli autori e degli editori e, quindi, non è equiparabile agli enti pubblici ordinari che vivono invece con i mezzi loro forniti dall’erario. E’ un passo storico per la vita della SIAE, che può così continuare a percorrere tranquillamente la strada del pieno risanamento e della rinascita”.

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