Screening: presentata la ricerca “È tutto un altro film”

È stata presentata ieri, nella giornata che ha preceduto gli Screening di Roma, la ricerca “È tutto un altro film. Coraggio e idee per il cinema italiano” che l’Anec ha commissionato alle Università Cattolica e Bocconi di Milano. Le relazioni dei professori Francesco Casetti e Severino Salvemini hanno analizzato l’andamento del cinema in Europa in generale e in Italia in particolare, con una specifica attenzione verso il cinema italiano e come viene trattato dalle case di distribuzione. Una seconda parte, invece, si è focalizzata sulle diverse modalità di consumo dei film da parte del pubblico e su come lo spettatore percepisce le diverse tipologie di sala: da quella ‘ideale’, alla sala tradizionale fino al multiplex. Nelle conclusioni, i due relatori hanno fornito una serie di suggerimenti a esercenti, produttori e distributori per migliorare lo sfruttamento e l’attenzione verso i film, in particolare quelli italiani. Per quanto riguarda i produttori, loro compito sarebbe quello di coinvolgere maggiormente lo spettatore puntando di più sui generi, sulla modularità e la coralità dei film, avendo come scopo quello di puntare su film di “taglia media” a livello di budget, rispetto ai grandi blockbuster. I film, inoltre, dovrebbero essere “caldi”, ovvero contenere più elementi in grado di far leva sulla memoria e sul coinvolgimento emotivo dello spettatore. Compito dei distributori sarebbe quello di valorizzare al meglio il prodotto nazionale dando più visibilità ai film, supportandolo con innovative campagne marketing e coinvolgendo anche l’esercente. Le major in particolare “dovrebbero aumentare le occasioni di distribuzione di cinema italiano così come il sostegno alla promozione da parte dei distributori italiani in termini di maggiori copie. Ci dovrebbe essere un maggior sfruttamento dei fondi pubblici a sostegno del cinema nazionale”. E gli esercenti? Per i ricercatori “devono puntare maggiormente sulla creazione di nuova esperienza di consumo favorendo e mantenendo un contatto con il pubblico, accompagnando lo spettatore verso il film e creando occasioni culturali e di intrattenimento. La sala continua a essere lo spazio ideale di fruizione di film italiani”. Importante la relazione “che l’esercente deve riuscire a insuarare tra spettatore e film, tra spettatore e spettatore e tra spettatore e gestore di sala”. Soprattutto l’esercente deve saper “conquistare nuovi territori, fermo restando che è lo spazio elettivo di fruizione del cinema italiano”.

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