Nel in cui l’industria si è ritrovata a fare i conti con un’imprevista scossa – l’offerta ostile di Paramount Skydance – i co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters hanno scelto di esporsi pubblicamente per rassicurare il settore circa l’acquisizione di Warner Bros. da parte del colosso dello streaming Netflix. Il futuro della finestra theatrical, il destino dello storico studio e la tenuta occupazionale diventano i punti centrali di una partita che sta ridisegnando gli equilibri dell’intrattenimento globale.
Intervenendo alla UBS Global Media and Communications Conference, poche ore dopo l’offerta lanciata da Paramount Skydance agli azionisti WBD, Sarandos ha spiegato che la reazione del mercato era già stata messa in conto, rivendicando al tempo stesso la solidità dell’operazione: «L’annuncio di oggi era del tutto previsto. Abbiamo un accordo fatto, e siamo incredibilmente soddisfatti dell’accordo. Pensiamo che sia positivo per i nostri azionisti. È positivo per i consumatori. Pensiamo che sia un ottimo modo per creare e proteggere posti di lavoro nell’industria dell’intrattenimento. Siamo super-convinti che porteremo a termine l’operazione.»
Uno dei nodi principali riguarda la tenuta della distribuzione cinematografica di Warner Bros., tema sollevato con forza da creativi, esercenti e dirigenti di studio preoccupati che l’arrivo di Netflix possa comprimere ulteriormente le finestre in sala. Sarandos ha ribadito l’impegno al mantenimento del modello theatrical, spiegando che l’acquisizione non segnerà un cambio di rotta: «Siamo profondamente impegnati a distribuire i film [Warner Bros.] esattamente nel modo in cui li distribuiscono oggi… Se avessimo concluso questo accordo 24 mesi fa, tutti quei film che abbiamo visto quest’anno andare così bene al botteghino per Warner Bros. sarebbero stati distribuiti allo stesso modo nelle sale, parlando di Minecraft, Superman, Weapons, Sinners, tutti quei film. Con la struttura operativa di Warner Bros., pensiamo che il modo in cui creano e il modo in cui generano valore sia davvero importante».
Sarandos ha poi insistito sul fatto che la continuità del modello theatrical rappresenta un punto fermo per Netflix, aggiungendo una precisazione ritenuta cruciale nelle ultime ore: «Questi film saranno distribuiti su Netflix attraverso le sale nel modo in cui Warner Bros lo faceva prima, ma con l’entità operativa di Warner Bros. È davvero importante il modo in cui li creano e il modo in cui generano valore. Non abbiamo comprato questa società per distruggere quel valore». Il messaggio è apparso indirizzato direttamente ai timori emersi nelle ore successive all’annuncio, con Sarandos che ha voluto chiarire che la forza industriale dello studio rappresenta il motivo stesso dell’acquisizione.
Peters ha riequilibrato la discussione anche sul fronte televisivo, assicurando continuità per la divisione che produce serie vendute a streamer e network concorrenti, un asse strategico che Netflix non intende modificare. La società, ha ribadito la coppia di CEO, punta a integrare Warner Bros. senza stravolgerne la missione, lasciando invariati processi, visione creativa e pipeline produttiva. Il settore resta però in attesa dei prossimi passaggi: tra finestre theatrical, modello di distribuzione ibrido e competizione tra conglomerati, l’effetto della fusione sul box office globale sarà uno dei temi chiave dei prossimi mesi.
Fonte: Deadline
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