Al MIA di Roma è stata presentata l’edizione 2025 di SALA E SALOTTO, ricerca che ogni anno analizza l’andamento e la composizione del pubblico cinematografico italiano con dati integrati da Cinetel, CinExpert e l’indagine “Sala & Salotto”. Moderato da Valentina Torlaschi, giornalista di Box Office, il panel ha illustrato lo studio che fotografa la tenuta delle presenze in sala, i profili socio-demografici e la frequenza degli spettatori, confrontando i risultati con gli anni precedenti e valutando l’evoluzione del rapporto tra cinema e piattaforme.
Nel 2024 le presenze hanno sfiorato quota 68,7 milioni di ingressi, con una flessione contenuta rispetto ai 70,6 milioni del 2023. La quota di italiani che è andata al cinema almeno una volta è salita dal 39% al 41% tra i 15 anni in su (da 20,1 a 21,5 milioni di persone), e dal 39% al 42% considerando la popolazione dai 3 anni in su (22,3 a 24,3 milioni). Si registra però un calo della frequenza media: il numero di biglietti per spettatore scende da 3,2 a 2,8. Le differenze generazionali sono marcate: crescono teste e ingressi tra i 3–14enni e i 15–24enni, in lieve arretramento le fasce 25–49, mentre gli over50 aumentano come bacino ma riducono i biglietti acquistati. Nel complesso gli over50 sono metà della popolazione ma pesano solo per il 22% delle admissions, mentre gli under25, che rappresentano il 20% del Paese, valgono il 43% dei biglietti.
Nel primo semestre 2025 la tendenza è stata stabile: 34,1 milioni di ingressi contro i 33,4 dello stesso periodo 2024, con una media di 1,9 biglietti per moviegoer. Circa un terzo della popolazione italiana è già tornata in sala nei primi sei mesi: 31% tra i 15+ (16,1 milioni di spettatori) e 31% anche sul totale 3+ (18,2 milioni). Le fasce più giovani mostrano una velocità di recupero alta: i 15–24enni hanno già coperto l’82% dei loro spettatori 2024 e il 44% degli ingressi, mentre i 60+ hanno realizzato in un semestre il 59% dei biglietti dell’intero anno precedente.
Una parte importante della ricerca è stata dedicata alle iniziative che agiscono sul prezzo per stimolare la domanda. Nel 2024 i bambini tra 3 e 12 anni erano 4,7 milioni, ma meno della metà è andata al cinema; i biglietti ascrivibili a questa fascia sono 10,4 milioni, solo 1,5 milioni per film italiani. Da qui nasce “Happy Cinefamily”, sconto di 2,5 euro per bambini e genitori, accanto a iniziative come Cinema Revolution e Cinema in Festa con biglietti a 3,5 euro in periodi definiti. È stata testata anche l’ipotesi CINE CARNET, pacchetti prepagati di 5 ingressi a 20 euro (interesse di 5,7 milioni di spettatori, soprattutto 15–34enni medio/alto consumanti) e 10 ingressi a 30 euro (interesse di 4,9 milioni, in maggioranza casual e over35).
La sezione qualitativa ha indagato la percezione del cinema italiano. Due spettatori su tre ritengono che la qualità media sia in crescita (13% molto, 52% abbastanza), quattro su cinque auspicano più spazio ai nuovi talenti (18% molto, 60% abbastanza) e il 56% dei moviegoer 15+ segnala una scarsa rappresentazione della propria realtà, chiedendo maggiore attenzione al cinema per ragazzi e animazione. Sul fronte dei generi, l’Italia è percepita forte in commedia (52%), dramma (27%) e romantico (23%), mentre il pubblico vorrebbe più azione (27%), thriller (23%) e storico (18%).
Infine, lo studio ha messo a fuoco l’evoluzione del consumo audiovisivo e l’effetto delle piattaforme. In dieci anni è raddoppiato il numero di italiani con accesso a pay TV e SVOD; tra i 50+, la quota di utenti è salita dal 31% del 2015 al 46%, con un evidente trade-off sulla sala: il contributo dei biglietti di questa fascia si è quasi dimezzato rispetto al pre-COVID (da 28,9 a 15,3 milioni), mentre gli under24 hanno mantenuto la coabitazione con il grande schermo.
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