Il futuro assetto della guida dei David di Donatello torna al centro del dibattito sul cinema italiano, riaccendendo interrogativi mai sopiti sulla governance del premio italiano più prestigioso del settore. A far discutere, questa volta, è l’ipotesi di un possibile cambio al vertice dell’Accademia del Cinema Italiano. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, nelle ultime settimane sarebbe emersa con insistenza l’ipotesi di Francesco Rutelli come possibile figura destinata a presiedere il premio.
Ex sindaco di Roma dal 1993 al 2001, già ministro della Cultura e presidente dell’Anica dal 2016 al 2024, Rutelli viene indicato come un nome in grado di garantire peso istituzionale e relazioni consolidate all’interno del sistema culturale italiano. Una candidatura che a quanto pare potrebbe contare sul supporto del presidente della Siae Salvo Nastasi.
Sempre secondo Il Fatto, proprio Nastasi – già segretario generale del Ministero della Cultura e oggi anche presidente della Fondazione Cinema per Roma – avrebbe avuto un ruolo centrale nelle interlocuzioni, ipotizzando Rutelli come figura di garanzia per la guida del David. Uno scenario che i diretti interessati hanno smentito pubblicamente, con la Siae che ha ribadito di non sostenere alcuna candidatura e Rutelli che ha negato un proprio coinvolgimento diretto. Resta tuttavia il fatto che il suo nome sia entrato con forza nel dibattito.
Parallelamente, però, secondo quanto risultava a Box Office, fino a poco tempo fa il nome dato per favorito era un altro. Negli ambienti del settore circolava infatti con insistenza quello di Antonio Monda, considerato il primo candidato in lizza per un ruolo di vertice legato ai David di Donatello. Giornalista, scrittore e critico cinematografico, Monda è stato per anni direttore artistico della Festa del Cinema di Roma, contribuendo a rafforzarne il profilo internazionale grazie a un forte legame con l’industria audiovisiva statunitense e con il cinema d’autore internazionale.
La sua eventuale candidatura veniva letta anche in chiave politica: Monda è infatti considerato un nome gradito a una specifica area istituzionale, interessata a imprimere una svolta diversa al premio. Proprio questa ipotesi sembrava aver preso corpo nei mesi scorsi, prima che l’attenzione si spostasse oggi sull’asse Rutelli–Siae.
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