Rondi, sul Festival di Roma Müller dice il falso

Continuano a far discutere le dichiarazioni del direttore del Festival di Roma, Marco Müller, riportate giovedì da ‘Il Messaggero’. Müller aveva dichiarato al quotidiano romano che questa edizione del festival (9-17 novembre) sarà una sorta di “numero zero” al termine della quale si vedrà se l’industria del cinema vuole ancora la sopravvivenza della manifestazione. Inoltre il direttore aveva affermato di non aver voluto star hollywoodiane per non doverle pagare come invece, a suo dire, accaduto nelle precedenti edizioni. Dura la replica sulle pagine romane di ‘Repubblica’ di sabato di Gian Luigi Rondi, ex presidente della Fondazione Cinema per Roma che organizza il festival: “Ciò che Müller sostiene è il prodotto di una totale falsificazione, sia per ciò che riguarda i presunti costi per l’ospitalità delle star, sia sulla presenza delle major. Il neo direttore si vanta di aver riportato a Roma le grandi compagnie hollywoodiane, dimenticando che ci sono sempre state. Alla luce di tutto ciò, sono felice di aver preferito dimettermi dal festival piuttosto che avallare con il mio voto la presenza di Müller alla guida della festa”. Contrari alle dichiarazioni del direttore anche un gruppo di dipendenti della Fondazione Cinema per Roma che in una lettera scrivono: “Il Festival siamo tutti noi: né lei né chiunque altro, da solo, è autorizzato a decretarne vita o morte sulla base delle pur legittime impostazioni. Nel rispetto del lavoro e della storia di tutti, la preghiamo di rappresentare l’insieme della nostra esperienza come un valore assoluto, perché senza di questa non sarebbe possibile dare a Roma un evento di questa rilevanza internazionale”.

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