Il mondo dello spettacolo insorge contro la decisione della giunta Marino di Roma che, a fine gennaio, ha fornito le linee guida per riconvertire 42 cinema chiusi da diversi anni. A firmare la lettera di protesta sono state 19 persone tra registi, attori e produttori. Tra questi figurano Ettore Scola, Paolo Sorrentino, Toni Servillo, Paolo Virzì, Bernardo Bertolucci, Francesca Archibugi, Gabriele Salvatores, Paolo e Vittorio Taviani, Valerio Mastandrea e Daniele Vicari. «Il problema è l’accettazione dell’esistente: le sale sono vuote, riconvertiamole», si legge nella lettera. «Perché non proporre invece di mettere a bando la loro riattivazione in quanto sale per il cinema, facilitando tale processo con riduzioni di oneri, incentivi edilizi e uno speciale sportello velocizzato per il rilascio di dovuti permessi?». Pronta la risposta del Campidoglio: «Stiamo parlando di ben 42 sale, 28 delle quali sono chiuse da almeno un decennio su cui non si manifesta al momento un interesse imprenditoriale per la riapertura. Consideriamo questi spazi in disuso una situazione intollerabile e per questo ci siamo messi al lavoro per censirli con l’idea di offrire alla città luoghi polifunzionali che integrino attività culturali, economiche e servizi».
© RIPRODUZIONE RISERVATAIn caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it







