La
puntata di Report andata in onda lo scorso 3 maggio su Rai 3 ha
riacceso i riflettori sul produttore Andrea Iervolino, mettendo in relazione due dossier distinti ma rilevanti per l’industria: da un lato l’
interesse per Visibilia, il gruppo editoriale a cui fa capo anche la
rivista Ciak; dall’altro la
vicenda del tax credit cinema, con le contestazioni legate a presunti costi gonfiati e fatture ritenute anomale.
Secondo la ricostruzione della trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci,
Visibilia sarebbe passata negli ultimi mesi attraverso una serie di operazioni societarie rapide e poco lineari (
come anche riportato da Box Office). Dopo l’uscita di scena di Daniela Santanchè, il gruppo sarebbe stato rilevato dall’editore Giorgio Armaroli, indicato come uno dei “salvatori” della società. Successivamente, sempre secondo
Report, la maggioranza sarebbe stata ceduta a una società californiana, Europe Restructuring Fund 78, per la cifra simbolica di mille euro.
È in questo contesto che la trasmissione ha inserito il nome di Andrea Iervolino. Il produttore, secondo quanto riportato da Report, avrebbe manifestato interesse per l’acquisizione di Visibilia. Un passaggio significativo anche per il settore cinema, perché nel perimetro del gruppo rientra Ciak, storico marchio dell’editoria cinematografica italiana, oggi al centro di una fase di possibile riposizionamento editoriale più orientato alle dinamiche di mercato e all’industria.
Nel servizio, Report ha poi affrontato il capitolo del tax credit cinema. Secondo la ricostruzione della trasmissione, la società lussemburghese Evolution avrebbe fatturato a Sipario (ex Iervolino & Lady Bacardi Entertainment)175 milioni di euro per la realizzazione di alcune serie animate, tra cui Puffins e Arctic Friends. In base a una perizia commissionata da Monika Bacardi, ex socia di Andrea Iervolino, Sipario avrebbe presentato al Ministero della Cultura fatture gonfiate emesse da Evolution per ottenere finanziamenti pubblici. Sempre secondo quanto riportato da Report, il presunto gonfiamento dei costi riguarderebbe il divario tra il prezzo di realizzazione delle serie animate e quello di acquisto da parte di Sipario. Le produzioni, secondo la trasmissione, sarebbero state realizzate in India a un costo di 22mila euro a episodio — anche se alcuni esperti parlano di 22mila euro al minuto — per poi essere acquistate da Sipario a 212mila euro a episodio.
Tra il 2021 e il 2025, sempre secondo
Report, la società riconducibile a Iervolino avrebbe
ottenuto dallo Stato italiano 88 milioni di euro di tax credit. Ricordiamo che
nel luglio 2025 Iervolino era stato indagato dalla Procura di Roma per truffa ai danni dello Stato ed emissione di fatture false. La Guardia di Finanza aveva perquisito le società legate o precedentemente connesse al produttore e alla sua (ormai dimessa dopo il divorzio professionale con Lady Bacardi) ILBE: Arte Video, Sipario Movies e Tatatu.
Iervolino, dal conto suo, ha respinto con forza la ricostruzione di Report. In una nota diffusa dal suo ufficio stampa dopo la messa in onda, il produttore ha definito il servizio «gravemente parziale, incompleto e lesivo» della propria reputazione personale e professionale, contestando la credibilità delle accuse e annunciando possibili azioni legali nei confronti di chi dovesse rilanciare contenuti ritenuti falsi o diffamatori.
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Pubblichiamo qui di seguito il comunicato stampa ricevuto a nome di Bruno Capone, responsabile family office della Famiglia Bacardi
COMUNICATO STAMPA: CAMPAGNA INTIMIDATORIA E DIFFAMATORIA A VALLE DELLA INCHIESTA GIORNALISTICA REPORT ANDATA IN ONDA IL 3 MAGGIO
Lussemburgo, 11 maggio 2026
A seguito della trasmissione Report andata in onda il 3 maggio su Rai3, la signora Monika Bacardi, il responsabile del family office Bruno Capone e il giornalista Giorgio Mottola, sono stati destinatari di una serie di contenuti intimidatori e diffamatori diffusi tramite social network.
Sulla scorta di analisi forense, tali plurime intimidazioni e diffamazioni sono state accertate provenire da account appena creati, e fanno seguito a manipolazioni del profilo Wikipedia della signora Monika Bacardi generate dall’account Mellamelina, che ha dichiarato di agire per conto della società canadese AIC Studio, riconducibile al sig. Andrea Iervolino.
La vicenda si inserisce in un contesto particolarmente allarmante, rispetto al quale la signora Monika Bacardi e Bruno Capone ribadiscono la necessità che ogni accertamento venga effettivamente svolto nelle sedi competenti, nel pieno rispetto della verità dei fatti e della tutela delle persone coinvolte.
In effetti, i ripetuti tentativi di intimidazione e diffamazione si sviluppano in un contesto a dir poco inquietante caratterizzato da sistematici tentativi di mistificazione ed occultamento di plurime, gravissime ed estese condotte truffaldine perpetrate per anni, non solo dalla Sipario Movies Spa, ma da una pluralità di veri o sedicenti operatori cinematografici, nell’indifferenza, per il momento, della politica e dell’informazione che appaiono focalizzate solo su casi specifici, di scarsa rilevanza finanziaria e nel quale i rimedi incredibilmente sono lasciati solo a carico del privato (peraltro fatto oggetto di gravissime e ripetute intimidazioni e diffamazioni).
La signora Monika Bacardi e Bruno Capone confermano pertanto la propria volontà di portare alla luce l’intero quadro inquietante che caratterizza da anni i crediti d’imposta cinematografici concessi dal MIC, senza rinunciare a tutelare la propria immagine e reputazione in tutte le sedi opportune, valutando altresì ulteriori iniziative presso le autorità competenti e le istituzioni parlamentari.
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