Reed Hastings lascia il board di Netflix a giugno

Il co-fondatore non si ricandiderà al consiglio d’amministrazione del colosso dello streaming. Ted Sarandos nega fratture interne

reed hastings netflixCr. Ore Huiying/Getty Images for Netflix)

Reed Hastings lascerà il consiglio d’amministrazione di Netflix a giugno, chiudendo un altro capitolo centrale nella storia della società che ha fondato e guidato per anni. Il manager, oggi presidente del board ed ex co-CEO del colosso dello streaming, ha deciso di non ricandidarsi in occasione della prossima assemblea annuale degli azionisti. Una scelta che segna un ulteriore passaggio nella trasformazione del gruppo, accompagnata però da un messaggio molto preciso da parte di Ted Sarandos: dietro questa uscita non ci sono tensioni interne né fratture legate ai recenti movimenti strategici dell’azienda.

A chiarirlo è stato lo stesso co-CEO di Netflix durante l’ultima earnings call, dove ha voluto spegnere apertamente le ricostruzioni circolate negli ultimi mesi attorno al mancato accordo con Warner Bros. Discovery. Sarandos ha affrontato subito il tema con tono netto, dichiarando: «Mi dispiace per chi sta cercando un po’ di intrigo di palazzo qui, non è così». Un modo diretto per respingere le ipotesi secondo cui il passo indietro di Hastings sarebbe stato collegato a divergenze interne sulla strategia del gruppo.

Secondo quanto spiegato da Sarandos, infatti, Hastings avrebbe sostenuto con convinzione l’offerta da 89 miliardi di dollari avanzata da Netflix alla fine dello scorso anno per gli asset streaming e studio di Warner Bros. Discovery. «Reed è stato un grande sostenitore di quell’accordo», ha detto il manager. E ha aggiunto: «Lo ha sostenuto con il consiglio. Il consiglio ha sostenuto all’unanimità l’accordo». Dichiarazioni che puntano a smontare l’idea di uno scontro tra il fondatore e l’attuale assetto dirigenziale della piattaforma.

Il tema era diventato oggetto di speculazioni anche per il profilo molto defilato mantenuto pubblicamente da Hastings durante tutta la vicenda e per alcune precedenti dichiarazioni di Greg Peters, interpretate da osservatori e stampa come il segnale di una linea meno favorevole alle acquisizioni. Sarandos ha però ribadito che su quel dossier non ci sono mai state ambiguità: «Abbiamo un perfetto allineamento con il management e con il consiglio sull’accordo Warner Bros», precisando anche che la decisione di Hastings di lasciare il board «non ha assolutamente avuto nulla a che fare» con quella trattativa.

Nel documento ufficiale depositato presso la SEC, Netflix ha confermato che Hastings non si presenterà per la rielezione e che, alla luce di questa decisione, il consiglio valuterà la futura struttura della propria leadership. Hastings lascerà l’incarico con una quota di circa l’1% della società, mentre prosegue la fase avviata nel 2023 con il passaggio definitivo del ruolo di CEO a Greg Peters.

Sarandos ha infine voluto accompagnare l’uscita del co-fondatore con un tributo personale molto esplicito. Dopo aver ricordato una citazione di Max De Pree sulla leadership, ha definito Hastings «il leader d’arte per eccellenza» e ha concluso: «Lascia a me e Greg scarpe enormi da riempire. Ora, nello spirito di un leader d’arte, un lavoro in corso, dico a Reed: grazie». Parole che restituiscono il peso del suo addio, ma anche la volontà di Netflix di presentarlo come una transizione ordinata e condivisa.

Fonte: Deadline

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