Si è svolto ieri a Venezia, nella sala Stucchi nell’ambito degli incontri del Venice Film Market, “Strategie europee per il cinema”, organizzato da Anica e Ministero per i Beni Culturali. Molti gli interventi (in un‘agenzia a parte quello del presidente Anica, Riccardo Tozzi e del direttore della Mostra del Cinema, Alberto Barbera). Fabrizio Spada, direttore ufficio rappresentanza della Commissione Europea Nord Italia, ha ricordato che “dopo il programma Media, attivo dal 2007 al 2013 con una dotazione di 755 milioni di euro su formazione, produzione e diffusione delle opere, ha messo in campo il programma Europa creativa con 1,8 milioni di euro, di cui metà per l’industria audiovisiva“. Alex Stolz, senior executive del BFI – British Film Institute, ha spiegato che nel Regno Unito “nonostante il dominio di Hollywood, per questioni di lingua, ci sono segnali di speranza come l’aumento di quota dei film britannici indipendenti, dei film d’essai e dei documentari: il pubblico va a vedere una maggior varietà di film“. Roberto Olla, Eurimages, ha parlato dell’importanza delle coproduzioni: “Da uno studio sulle coproduzioni europee nei 36 stati che fanno parte del consiglio d’Europa, si vede che dal 2006 al 2010 sono cresciute del 26,6% per le coproduzioni: a causa della crisi finanziaria che riduce i fondi nazionali ma anche perché coprodurre è molto più semplice di dieci anni fa“. Ma in Italia si fa fatica a utilizzare tale strumento: “In Francia, nazione simile a noi, nel 2010 si sono realizzate 118 coproduzioni di cui 58 minoritarie, in Italia 28 di cui 14 minoritarie; non è un problema di “taglia” del paese ma di propensione alle coproduzioni. Come favorirle? Con fondi dedicati: oltre tutto un film coprodotto circola in media in tre Paesi al di là di quelli che lo hanno realizzato; e i suoi proventi sono in media del 41% in più rispetto ai film al 100% nazionali“. Eric Garandeau, presidente Cnc, si è soffermato sulla peculiarità del sistema francese: “Ogni settore che ottiene valore aggiunto dalle opere audiovisive, deve contribuire alla creazione di nuove opere pagando una tassa che finanzia in Cnc. Questo ci ha permesso di ottenere per il 2012 700milioni di euro. La cifra non sarebbe così consistente se non la avessimo estesa anche a Internet. I service provider del web sfruttano i film; l’80% della banda larga di Internet è occupata da immagini cinematografiche, sul cellulare solo il 20%. Dal 2007, quindi, anche i service provider vengono tassati. E’ in atto un confronto con l’Ue che vuole che la tassa sia pagata solo quando effettivamente si verifica il passaggio di film sulla Rete. Intanto, in attesa della decisione finale dell’Ue, noi perdiamo 12 milioni di euro al mese di contribuzione e questo non è giusto”. Nel suo intervento, Silvia Costa, membro della Commissione Cultura della Comunità Europea ha parlato del progetto Europa Creativa sviluppato dall’Unione Europea. Il presidente degli esercenti dell’Anec, Lionello Cerri, ha sottolineato le azioni che sono alla base dello sviluppo del sistema sale italiano: digitalizzazione per tutti gli schermi, rafforzamento della distribuzione via satellite, salvataggio e digitalizzazione degli archivi cinematografici, iniziative a sostegno della diffusione del cinema italiano ed europeo, accesso al credito con i requisiti agevolati tipici della piccola impresa, lotta alla pirateria. Sul piano europeo Cerri si aspetta dall’Unione Europea, attraverso Comunicazione Cinema ed Europa Creativa “un progetto europeo che destini risorse anche alle sale perché crescano i servizi al pubblico in quantità e diversità”. Ha concluso Nicola Borrelli, direttore generale cinema del Mibac: “Nonostante tutto, le risorse statali a favore della produzione non sono diminuite ma da interventi diretti sono diventati indiretti attraverso il credito di imposta. Il problema è per l’esercizio; la mancanza di risorse non è stata compensata come accaduto per la produzione. In tema di digitale abbiamo ottenuto la cedibilità del credito di imposta per gli esercenti; se non risolve tutti i problemi, comunque aiuta”. Ha continuato Borrelli: “Comunque, malgrado la difficile situazione economica, abbiamo mantenuto il tax credit e nel 2012 siamo sopravvissuti in modo dignitoso. Nel giro di due mesi, poi, sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto tecnico sui nuovi obblighi di investimenti nella produzione da parte delle tv. Per il cinema non siamo all’anno zero”.
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