Protti, finiti gli allarmismi sul 3D

L’Agis, insieme alle associazioni dell’esercizio che ne fanno parte (Anec, Anem, Fice e Acec), prende atto con soddisfazione che il Tar del Lazio ha abbassato il limite di età consigliabile per l’utilizzo degli occhiali 3D da sei a tre anni. I giudici amministrativi, in accoglimento del ricorso proposto dall’Anec, e dalla Cinema Teatrale Politeama Tuscolano Srl nel maggio del 2010, hanno annullato sul punto la circolare del Ministero della Salute che sconsigliava l’utilizzo degli occhiali 3D ai minori di 6 anni. Contestualmente il Tar Lazio ha respinto il ricorso proposto dal Codacons, che mirava ad elevare detto limite e ad imporre l’uso dei soli occhialini monouso. Dichiara a e-duesse Paolo Protti, presidente Agis, che negli anni scorsi, da presidente Anec, ha seguito con particolare attenzione il tema: «Le tre sentenze del Tar danno perfettamente ragione alle nostre tesi. L’azione che come associazione abbiamo condotto sul piano scientifico e legale si è rivelata vincente. Alla fine ha prevalso il buon senso. Sotto il profilo dell’evidenza scientifica e giurisdizionale tutte le accuse che erano state mosse sull’utilizzo degli occhiali 3D, sono state respinte. Ringrazio inoltre i professori di oftalmologia, Corrado Balacco Gabrieli, e di igiene, Antonio Boccia, che con il loro intervento hanno contribuito a fare piena chiarezza sull’argomento, e l’avvocato Ottavio Grandinetti per il suo fondamentale lavoro». Continua Protti: «Ricordo che la circolare del Ministero della Salute sconsigliava l’uso degli occhiali sotto i sei anni mentre il Codacos chiedeva di innalzare il limite ai 14 anni; il Tar, invece, lo abbassa a 3 anni. Questo è un passo importante per far presente al pubblico che in questo momento si può riappropriare della visione in 3D. È finita la stagione degli allarmismi; si deve tornare a guardare con fiducia i film in 3D con qualsiasi tipo di occhiale. Questo è un messaggio importante per tutto il mercato dopo i danni che sono stati creati agli esercenti ma anche ai produttori e ai distributori dei film».

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