Passa oggi fuori concorso a Cannes ‘I Ponti di Sarajevo’, film collettivo in 13 corti di altrettanti registi europeo con l’obiettivo di raccontare i 100 anni che ci separano dall’attentato di Sarajevo che ha dato il via alla Prima Guerra Mondiale, e il cosiddetto “Secolo Breve”. Dall’assassinio dell’Arciduca d’Austria del 1914 fino al sanguinoso assedio degli anni ’90, la capitale bosniaca è stata spesso al centro di conflitti diventando città-simbolo delle violente contraddizioni europee. In ‘I ponti di Sarajevo’ tra i 13 registi europei anche gli italiani Leonardo Di Costanzo e Vincenzo Marra, insieme a Aida Begic, Jean-Luc Godard, Kamen Kalev, Isild Le Besco, Sergei Loznitsa, Ursula Meier, Vladimir Perisic, Cristi Puiu, Marc Recha, Angela Schanelec, Teresa Villaverde: 13 registi tra i più significativi del cinema europeo e alcuni filmmaker di punta della nuova onda est-europea, di diverse provenienze e generazioni per dare singolari visioni su un tema lasciato aperto dal coordinatore artistico Jean-Michel Frodon.
Il film è coprodotto da diversi paesi: Francia, Bosnia, Svizzera, Germania, Portogallo, e Italia, con Mir Cinematografica e Rai Cinema con il sostegno della Trentino Film Commission, Mibac-Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la Fondazione Cassa Rurale di Trento. La collezione dei corti, dopo la presentazione al Festival di Cannes, andrà a giugno a Sarajevo, in apertura dell’evento “Sarajevo nel Cuore d’Europa” che apre la rivisitazione del centenario dello scoppio della Grande Guerra.
“Sarajevo è un po’ una metafora e un simbolo – ha spiegato Leonardo Di Costanzo alla stampa italiana – che apre e chiude un secolo: una città in cui sono sempre convissute etnie e culture diverse ma poi per caso origine della Prima Guerra Mondiale e poi epicentro dell’ultimo conflitto europeo”. “Abbiamo avuto grande libertà da Frodon e dai produttori” ha affermato Vincenzo Marra. “L’unico limite erano i 9 minuti. Per il resto potevamo scegliere una storia dal 1914 a oggi, ambientata a Sarajevo o lontana da Sarajevo, con qualsiasi tipo di assonanza al tema. Io ho scelto uno dei temi che racconto nei miei film, quello dell’immigrazione: ci sono ancora due milioni e mezzo di bosniaci fuori dalla Bosnia”. Per i produttori italiani hanno parlato Gianfilippo Pedote e Francesco Virga di Mir Cinematografica: “Il cinema italiano coproduce poco rispetto ad altre cinematografie – ha dichiarato Pedote – ma ci si sta accorgendo che è la prospettiva necessaria per il futuro; anche Rai Cinema, che ci ha seguito fin dall’inizio, se ne sta rendendo conto. Questa è stata una coproduzione felice, tra tanti soggetti: Venire a Cannes è una soddisfazione per tutti quanti”. Sono in concorso trattative per la distribuzione del film, che circolerà in due formati: il lungometraggio da 113′ e la collezione di tredici corti. “Il film è Partecipato da diverse tv europee, come la Rai” ha sottolineato Virga. “Sappiamo che questo non vuol dire l’automatica messa in onda, ma stiamo studiando con Paola Malanga una collocazione adeguata. Comunque, oltre a vari festival europei e alle tv, pensiamo anche a uscita in sala”.
Foto e dida: I ponti di Sarajevo
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