I Directors Guild of America Awards 2026 hanno consegnato uno dei segnali più osservati della stagione dei premi, soprattutto quando si parla di regia cinematografica: alla 78ª edizione, tenutasi il 7 febbraio 2026 a Beverly Hills, il riconoscimento principale per il lungometraggio è andato a Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra.
Il peso del verdetto DGA, storicamente, non sta solo nel prestigio “di categoria”, ma nella sua capacità di fotografare in anticipo l’inerzia della corsa agli Oscar: il premio per l’Outstanding Directorial Achievement in Theatrical Feature Film è considerato da anni uno dei termometri più affidabili dell’Academy, anche se non infallibile. In questo contesto, l’affermazione di Anderson rafforza ulteriormente la centralità di Una battaglia dopo l’altra nel racconto di una stagione che, almeno sul fronte della regia, si è progressivamente polarizzata attorno a pochi titoli “event”.
La cinquina completava un quadro di alto profilo e molto vario, mettendo in fila sensibilità autoriali differenti e produzioni dal peso industriale evidente: tra gli sfidanti figuravano Ryan Coogler con I peccatori, Guillermo del Toro con Frankenstein, Josh Safdie con Marty Supreme e Chloé Zhao con Hamnet – Nel nome del figlio. Il risultato, però, ha spostato il baricentro su Anderson, consegnandogli un passaggio chiave nella narrativa da “front-runner” e accendendo l’attenzione su come questa spinta potrà riflettersi nelle ultime settimane di campagna.
Accanto al premio principale, i DGA hanno premiato anche il miglior esordio nel lungometraggio, scegliendo Charlie Polinger per The Plague nella categoria First-Time Theatrical Feature Film. Un riconoscimento spesso utile per intercettare in anticipo nomi destinati a crescere, soprattutto perché arriva da una comunità professionale che valuta il lavoro “sul campo” e non soltanto il risultato finale sullo schermo. Sul fronte documentario, invece, la Directors Guild ha incoronato Mstyslav Chernov per 2000 Metri ad Andriivka, premiandolo come miglior regia di non-fiction in un’annata in cui il genere continua a consolidare presenza e centralità nei grandi circuiti di premi.
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Cr. Kevin Winter/Getty Images for DGA




