Anche Cinemark si schiera a favore della fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery. Con il sostegno della terza grande catena cinematografica statunitense, tutte le principali realtà dell’esercizio nordamericano guardano ora con favore all’operazione da 111 miliardi di dollari. In una nota, Cinemark ha sottolineato come la solidità dell’industria dipenda da un ecosistema cinematografico sano, sostenuto da studios ed esercenti finanziariamente forti e in grado di produrre, distribuire e programmare film di qualità. La società ha quindi auspicato una rapida soluzione dell’iter legato alla fusione, osservando che una fase di incertezza troppo lunga rischierebbe di sottrarre tempo e risorse alle priorità del settore.
A pesare sulla posizione di Cinemark sono soprattutto gli impegni annunciati dal CEO di Paramount Skydance, David Ellison. Il gruppo avrebbe infatti promesso di portare nelle sale almeno 30 film all’anno, mantenendo per ciascun titolo una finestra cinematografica minima di 45 giorni. Cinemark ha ricordato di aver sempre guardato positivamente a eventuali operazioni di consolidamento capaci di aumentare «la qualità e la quantità dei film distribuiti nelle sale», a condizione che siano accompagnate da adeguate campagne marketing, finestre theatrical sufficienti e garanzie concrete sull’attuazione degli impegni. Secondo la catena, Paramount sarebbe ora pronta a formalizzare queste promesse attraverso accordi scritti e specifici vincoli.
Resta però una frattura all’interno del settore. Cinema United, principale organizzazione di rappresentanza degli esercenti, ha espresso in passato forti perplessità sulla vendita di Warner Bros., temendo una riduzione dell’offerta cinematografica e possibili ricadute sulle sale. Dopo la presa di posizione di Cinemark, l’associazione ha comunque invitato Paramount e i procuratori generali coinvolti nel contenzioso antitrust ad aprire un confronto per individuare garanzie a tutela dell’esercizio.
Cinemark si aggiunge così ad AMC Theatres e Regal Cinemas. Il CEO di AMC, Adam Aron, sostiene l’operazione da CinemaCon, mentre Eduardo Acuna di Regal ha avvertito che ulteriori ritardi potrebbero aumentare «l’incertezza e le distrazioni» proprio mentre il mercato sta mostrando segnali di ripresa.
Il sostegno degli esercenti arriva infatti in una fase positiva per il box office statunitense: gli incassi estivi hanno superato i 4 miliardi di dollari e il mercato domestico punta a raggiungere quota 10 miliardi annui per la prima volta dal 2019. Sullo sfondo resta però la causa antitrust promossa da una coalizione di 12 Stati, che continua a tenere in sospeso il futuro dell’operazione.
Fonte: Variety
© RIPRODUZIONE RISERVATAIn caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it

Cr. Shuttershock




