Paramount-Warner Bros., via libera definitivo per la fusione

Il giudice federale approva l’accordo con i procuratori generali statali e rimuove l’ultimo ostacolo all’operazione. La chiusura è prevista per il 6 ottobre
paramount warner brosCr. Shuttershock

La fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery ha superato anche l’ultimo ostacolo giudiziario. Il giudice federale Araceli Martínez-Olguín ha approvato l’accordo raggiunto tra Paramount e i procuratori generali di 12 Stati americani che avevano avviato una causa antitrust per bloccare l’operazione. Con il via libera del tribunale, il gruppo guidato da David Ellison può ora procedere verso il closing, fissato in via preliminare per martedì 6 ottobre.

L’operazione, valutata complessivamente circa 111 miliardi di dollari, porterà sotto lo stesso controllo due dei principali studi di Hollywood e un vasto insieme di asset televisivi e streaming. Nel nuovo gruppo confluiranno Warner Bros., Paramount Pictures, HBO Max, Paramount+, CBS, CNN, MTV, TBS, Comedy Central e Food Network, oltre a franchise come Harry Potter, Game of Thrones, DC, Yellowstone, Mission: Impossible, Top Gun e Nickelodeon.

Nell’ordinanza, Martínez-Olguín ha stabilito che «il decreto consensuale proposto rappresenta una ragionevole risoluzione fattuale e legale della controversia». Il giudice ha inoltre sottolineato che l’intesa costituisce un compromesso tra le parti, raggiunto dopo una fase di contenzioso e successive negoziazioni.

L’accordo non prevede rimedi strutturali immediati, come cessioni obbligatorie di asset, ma introduce una serie di vincoli per i primi cinque anni dopo la chiusura. Paramount-WBD non potrà vendere gli studi Paramount o Warner Bros. in California per almeno cinque anni e dovrà investire almeno 300 milioni di dollari aggiuntivi ogni anno nella produzione cinematografica negli Stati Uniti.

Sul fronte delle uscite in sala, il gruppo dovrà distribuire almeno 30 film nei primi due anni e almeno 32 tra il terzo e il quinto anno. Per le uscite wide è previsto inoltre un periodo minimo di 45 giorni di sfruttamento cinematografico. L’accordo impone anche la creazione di un organismo indipendente per la supervisione dell’autonomia editoriale di CNN e CBS News.

La giudice ha riconosciuto le critiche mosse da diversi oppositori alla fusione, compresi i gruppi riuniti nella coalizione #BlockTheMerger e il senatore Cory Booker. Nella sua decisione ha tuttavia precisato che «queste speranze e questi desideri che il decreto consensuale proposto si spinga oltre — che ottenga di più — non raggiungono il livello di violazioni legali sulla base delle quali la Corte possa respingere la risoluzione negoziata dalle parti».

Il procuratore generale della California Rob Bonta, che aveva guidato la causa, ha dichiarato dopo la decisione: «Siamo lieti che la Corte abbia approvato il nostro accordo. Il nostro accordo con Paramount risolve le nostre preoccupazioni antitrust in ogni mercato che abbiamo indicato nel nostro caso, protegge la concorrenza e la scelta dei consumatori e mette al centro le esigenze, le preoccupazioni e il futuro dei lavoratori della California».

La definizione dell’assetto dirigenziale è intanto già iniziata. Ynon Kreiz, in uscita da Mattel, è stato nominato co-CEO del nuovo gruppo insieme a David Ellison, mentre Casey Bloys è indicato come il principale candidato alla guida delle attività streaming dopo l’uscita di Cindy Holland. David Zaslav, attuale CEO di Warner Bros. Discovery, dovrebbe invece lasciare la società una volta completata la fusione.

Fonte: Paramount Skydance

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