Paramount-Warner Bros., respinto il ricorso degli abbonati

Dopo il rigetto del ricorso presentato da alcuni abbonati a Paramount+, il futuro della fusione passa ora dalla causa promossa da dodici Stati, che chiedono di sospendere temporaneamente l’operazione
paramount warner

Il progetto di fusione da 111 miliardi di dollari tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery sta affrontando una serie di contestazioni giudiziarie, con esiti diversi e nuove udienze già fissate. Giovedì un tribunale federale ha respinto la richiesta avanzata da alcuni abbonati a Paramount+, mentre venerdì sarà esaminato il tentativo di dodici Stati di sospendere temporaneamente l’operazione.

La giudice Araceli Martinez-Olguin, riporta Variety, ha negato l’ingiunzione preliminare richiesta dagli utenti, che avevano citato in giudizio Paramount ad aprile sostenendo di avere già subito aumenti di prezzo e di rischiare una riduzione delle opzioni disponibili. Secondo la magistrata, i ricorrenti non hanno presentato elementi probatori a sostegno della domanda e restano dubbi sulla loro legittimazione a promuovere le contestazioni antitrust. Paramount, rappresentata dall’avvocato Jeffrey Kessler, ha inoltre sottolineato che il legale dei ricorrenti, Joseph Alioto, aveva già promosso diverse azioni simili contro altre grandi fusioni senza ottenere provvedimenti cautelari. Alioto ha replicato rivendicando il ruolo delle cause private nei casi in cui le autorità federali non intervengono. La giudice dovrà ora pronunciarsi anche sulla richiesta di Paramount di archiviare il procedimento.

Più rilevante per il futuro immediato dell’accordo è però la causa presentata da una coalizione di Stati guidata dal procuratore generale della California Rob Bonta. Nonostante la fusione abbia avuto il via libera dalle autorità statunitensi, dodici Stati sostengono che possa ridurre la concorrenza nella distribuzione cinematografica e nel mercato dei canali via cavo, attribuendo al nuovo gruppo una quota del 30% nel settore dei blockbuster. Paramount ha definito il ricorso «una delle contestazioni a una fusione più deboli nella storia moderna dell’antitrust». La società sostiene che concorrenti come Disney, Universal, Sony, Amazon MGM, Lionsgate, A24 e Neon possano aumentare rapidamente la propria produzione, impedendo al gruppo nato dalla fusione di esercitare un reale potere sui cinema.

Sul fronte televisivo, Paramount afferma che i propri canali e quelli di Warner Bros. Discovery siano complementari e non sostitutivi. Ha inoltre richiamato il calo degli abbonamenti alla pay TV, che starebbe progressivamente riducendo il potere contrattuale di tutti i proprietari di reti via cavo. L’udienza sulla richiesta degli Stati è fissata per venerdì alle 10.

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