La fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery dovrà attendere ancora. La giudice federale Araceli Martinez-Olguin ha infatti prorogato di ulteriori 14 giorni l’ordine restrittivo che impedisce alle due società di completare l’operazione, valutata 111 miliardi di dollari. Alla luce del nuovo provvedimento, il deal non potrà essere chiuso prima del 18 agosto, mentre resta fissata per il 3 agosto l’udienza sulla richiesta di un’ingiunzione preliminare che potrebbe sospendere l’accordo per un periodo indefinito, in attesa della decisione sul merito delle cause antitrust.
La giudice aveva emesso un primo ordine restrittivo temporaneo all’inizio della settimana, accogliendo la richiesta presentata da una coalizione di dodici procuratori generali statali. Il provvedimento iniziale aveva una durata di 14 giorni, ma la legge consente al tribunale di estenderlo per un periodo analogo. Martinez-Olguin ha deciso di utilizzare questa facoltà, mantenendo quindi invariata la situazione mentre le parti definiscono il calendario della fase successiva del procedimento.
Gli Stati ricorrenti sostengono che la fusione violi il Clayton Act, una delle principali norme federali statunitensi in materia di concorrenza. Secondo l’accusa, l’unione tra Paramount e Warner Bros. Discovery ridurrebbe il numero di operatori presenti in due mercati considerati particolarmente sensibili: la fornitura di contenuti destinati alla televisione via cavo e la distribuzione cinematografica. La concentrazione potrebbe, secondo i procuratori, ridurre la concorrenza, limitare la scelta a disposizione di emittenti ed esercenti e produrre conseguenze sui prezzi e sulla quantità di contenuti realizzati.
Alla causa promossa dagli Stati si affianca quella della Writers Guild of America. Il sindacato degli sceneggiatori americani ha presentato una richiesta separata per bloccare l’accordo, sostenendo che la nuova società avrebbe un potere contrattuale tale da comprimere i compensi degli autori e ridurre le opportunità professionali. La WGA ritiene inoltre che la fusione possa favorire una maggiore omogeneizzazione dei film e delle serie televisive prodotti dai due gruppi. Martinez-Olguin ha stabilito che anche la richiesta del sindacato sarà esaminata secondo lo stesso calendario previsto per il ricorso degli Stati e sarà quindi discussa il 3 agosto.
Paramount sta chiedendo al tribunale più tempo per preparare la propria opposizione all’ingiunzione. La società propone un’udienza probatoria di tre giorni da svolgere alla fine di agosto, durante la quale i legali del gruppo possano interrogare e controinterrogare i testimoni presentati dagli Stati. Paramount si è detta disponibile a mantenere in vigore l’ordine restrittivo fino alla conclusione di questa fase, rinviando volontariamente il completamento dell’operazione.
I procuratori generali si oppongono però alla richiesta di un procedimento prolungato e chiedono alla giudice di pronunciarsi sull’ingiunzione senza organizzare un’udienza di più giorni. Secondo James Weingarten, legale degli Stati, la proposta di Paramount rischierebbe di anticipare una parte sostanziale del processo senza concedere all’accusa il tempo necessario per prepararsi, raccogliere i documenti e svolgere le attività istruttorie previste.
Nel nuovo ordine sul calendario, Martinez-Olguin ha invitato le parti a verificare la possibilità di raggiungere un accordo sulle modalità e sui tempi dell’udienza. Il passaggio arriva poche ore dopo il via libera condizionato della Commissione europea, che ha approvato la fusione imponendo a Paramount di uscire dalla partnership distributiva con Universal. Nonostante l’approvazione europea, il contenzioso statunitense continua dunque a rappresentare l’ostacolo principale alla conclusione dell’operazione.
Fonte: Variety
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