Paramount-Warner Bros., il fronte sindacale si spacca

DGA e IATSE chiedono al procuratore generale della California Rob Bonta di trovare un accordo sulla fusione al più presto
logo paramount/warner e christopher nolanCr. Shuttershock / Han Myung-Gu (WireImage, via Getty)

La situazione attorno alla fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery si scalda ancora di più. Dopo lo scontro tra David Ellison, la Writers Guild of America e il procuratore generale della California Rob Bonta, ora a scendere in campo sono Directors Guild of America (guidata da Christopher Nolan) e IATSE, che chiedono alle parti di trovare un accordo per evitare che l’incertezza sulla maxi-operazione continui a pesare su un’industria già in difficoltà.

In una lettera indirizzata a Bonta e al CEO di Paramount Skydance David Ellison, i due sindacati hanno invitato lo Stato e la società a negoziare una soluzione che consenta alla fusione di andare avanti, pur introducendo condizioni specifiche per limitare i rischi sul fronte della concorrenza. La posizione di DGA e IATSE non equivale però a un sostegno incondizionato all’operazione. I sindacati ribadiscono infatti che fusioni di questo tipo hanno storicamente prodotto pochi benefici per i lavoratori, ma sostengono che il protrarsi dello scontro giudiziario stia creando ulteriori danni. Secondo la lettera, diverse produzioni sarebbero già state sospese o cancellate proprio a causa dell’incertezza legata al futuro dei due gruppi, con conseguenze dirette sull’occupazione.

L’intervento segna soprattutto una frattura evidente nel fronte sindacale di Hollywood. La Writers Guild of America ha infatti assunto una posizione diametralmente opposta, arrivando a presentare una propria causa antitrust per cercare di bloccare la fusione. DGA e IATSE chiedono invece che Paramount e la coalizione dei 12 Stati guidata da Bonta trovino un compromesso oppure, in alternativa, concordino una data del processo più ravvicinata rispetto al 2 marzo 2027. Tra le condizioni suggerite dai due sindacati figurano alcuni degli impegni già avanzati da Paramount, come il mantenimento dei due studi come entità separate e la produzione di almeno 15 film all’anno ciascuno. DGA e IATSE propongono inoltre che il gruppo continui ad acquistare contenuti da produttori indipendenti con volumi comparabili a quelli precedenti alla fusione.

La richiesta si scontra però con la linea finora mantenuta da Bonta, che ha più volte mostrato scetticismo verso semplici rimedi “comportamentali”, come gli impegni sul numero di film distribuiti o sulle finestre cinematografiche, insistendo invece sulla necessità di soluzioni strutturali. Il risultato è un quadro sempre più frammentato: mentre WGA e Cinema United continuano a opporsi all’operazione, DGA, IATSE, AMC e Regal ritengono che prolungare l’impasse possa arrecare ulteriori danni al settore. La battaglia sulla fusione Paramount-Warner Bros. non divide quindi più soltanto studi e autorità antitrust, ma anche alcune delle principali organizzazioni dell’industria cinematografica americana.

Fonte: Variety

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