Paramount-Warner Bros, gli Stati Uniti approvano la fusione

Il Dipartimento di Giustizia Usa ha dato il via libera all’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance. Resta aperta la partita con UE e Regno Unito
paramount warner bros

Il più grande riassetto di Hollywood degli ultimi anni compie un passo decisivo. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha approvato l’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance, un’operazione valutata circa 111 miliardi di dollari e destinata, se completata, a ridisegnare in profondità gli equilibri dell’industria cinematografica e televisiva americana.

Il via libera è arrivato dalla divisione Antitrust del DOJ, che ha concluso la propria analisi ritenendo che il merger non sia destinato a danneggiare la concorrenza o i consumatori americani. L’esame ha riguardato in particolare tre aree centrali: lo streaming video on demand, la televisione lineare e lo sviluppo, la produzione e la distribuzione theatrical dei film. Il punto più rilevante, sul piano industriale, è che l’approvazione non sarebbe accompagnata da richieste di dismissioni, rimedi comportamentali o concessioni sostanziali.

Per Paramount Skydance, guidata da David Ellison, si tratta del principale ostacolo federale superato nella corsa verso la chiusura dell’accordo. La società ha accolto la decisione sostenendo che l’operazione avrà effetti “pro-competitivi” e permetterà di creare un gruppo più forte in un mercato sempre più dominato dalle grandi piattaforme tecnologiche. L’unione porterebbe sotto lo stesso tetto asset come Paramount Pictures, CBS, Paramount+, Warner Bros. Pictures, HBO, HBO Max, CNN, TNT, TBS e diversi altri marchi del portafoglio Warner Bros. Discovery.

Il deal, però, non è ancora blindato. Negli Stati Uniti resta aperto il fronte degli attorney general statali, con la California in prima linea e altri Stati che starebbero valutando una causa per bloccare l’operazione su basi antitrust. La senatrice Elizabeth Warren ha attaccato duramente il via libera del DOJ, invitando gli Stati a intervenire contro una concentrazione giudicata pericolosa per prezzi, occupazione e controllo dei contenuti.

Anche fuori dagli Stati Uniti il dossier resta attivo. Il Regno Unito ha avviato un’indagine tramite la Competition and Markets Authority, mentre l’Unione Europea sta esaminando sia gli aspetti concorrenziali sia quelli legati ai finanziamenti esteri, in particolare al ruolo dei fondi sovrani di Arabia Saudita, Qatar e Abu Dhabi. Paramount punta a chiudere l’operazione entro il 30 settembre, ma il via libera del DOJ, pur fondamentale, non chiude ancora la partita.

Fonte: Deadline

© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it