Paramount Skydance prova a trasferire sui suoi avversari legali il costo del ritardo nella fusione con Warner Bros. Discovery. Il gruppo guidato da David Ellison ha chiesto infatti al tribunale federale che segue le cause antitrust promosse da 12 Stati americani e dalla Writers Guild of America di imporre ai ricorrenti il deposito di una cauzione da 1,88 miliardi di dollari.
La richiesta è stata presentata alla giudice Araceli Martinez-Olguin, che ha fissato l’avvio del processo al 2 marzo 2027. Paramount sostiene che il blocco dell’operazione, concordato in attesa dell’esito del procedimento, comporti costi rilevanti e quantificabili. Per questo chiede che la sospensione dell’acquisizione venga revocata qualora gli Stati e la WGA non versino la cauzione entro il 30 settembre 2026.
Al centro del calcolo c’è soprattutto la cosiddetta “ticking fee” inserita nell’accordo con Warner Bros. Discovery: a partire dal 1° ottobre, Paramount dovrà riconoscere agli azionisti WBD circa 6,97 milioni di dollari per ogni giorno di ritardo nel closing. Secondo la società, se l’operazione restasse congelata fino al giugno 2027, questo meccanismo potrebbe generare un costo complessivo di circa 1,69 miliardi di dollari. A questa cifra si aggiungerebbero circa 190 milioni di dollari di maggiori oneri finanziari.
In sostanza, Paramount vuole che siano gli stessi soggetti che stanno cercando di fermare la fusione a garantire la copertura delle perdite provocate dal ritardo, nel caso in cui le loro azioni antitrust venissero respinte. La società richiama le disposizioni del Clayton Act e sostiene che, quando un procedimento giudiziario impedisce il completamento di una transazione, i ricorrenti debbano poter rispondere dei danni causati qualora risultino soccombenti.
La posizione degli Stati resta però nettamente contraria. Il procuratore generale della California Rob Bonta, che guida il fronte dei 12 Stati, ha accusato Paramount di voler modificare a posteriori le condizioni del blocco, ricordando che la società aveva accettato volontariamente di sospendere il closing fino al processo e che la ticking fee era stata inserita consapevolmente nel contratto.
La fusione Paramount-Warner Bros. Discovery ha già ottenuto autorizzazioni regolamentari in 68 giurisdizioni. Le cause avviate dagli Stati e dalla WGA, che temono una riduzione della concorrenza nella produzione cinematografica, televisiva e nel mercato del lavoro creativo, rappresentano quindi l’ultimo grande ostacolo alla chiusura dell’operazione.
Fonte: Variety
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