Nella Sala Clementina, il Vaticano ha ospitato un incontro che ha riunito 160 protagonisti del cinema italiano e internazionale, trasformando per una mattina il protocollo pontificio in un set affollato, vibrante e inaspettatamente pop. Papa Leone XIV ha accolto attori, registi e maestranze per un dialogo dedicato al ruolo culturale, sociale e spirituale del grande schermo, aprendo un confronto che ha unito riflessione artistica, memoria cinefila e qualche immagine destinata a rimanere.
Nel suo discorso introduttivo, Leone XIV ha ripercorso la storia del cinema ricordandone i centotrent’anni dalla prima proiezione dei fratelli Lumière. Ha definito la settima arte «un’arte popolare nel senso più nobile», capace di «mettere in movimento la speranza» e di restituire allo spettatore la possibilità di guardare la propria esperienza «come se fosse la prima volta». Ha invitato a difendere sale e teatri, «cuori pulsanti dei nostri territori», sottolineando la «preoccupante erosione» che li sta sottraendo alle città e richiamando le istituzioni a cooperare per tutelarli. Un passaggio accolto con particolare attenzione dagli ospiti italiani, soprattutto dopo i recenti tagli alla cultura, e che il Pontefice ha formulato con chiarezza: «Invito le istituzioni a non rassegnarsi e a cooperare per affermare il valore sociale e culturale di questa attività».
All’incontro hanno partecipato figure centrali della commedia all’italiana, protagoniste di una lunga sequenza di strette di mano: Enrico Vanzina, Christian De Sica, Maria Grazia Cucinotta, Max Tortora, Monica Bellucci, Giacomo Poretti, Chiara Francini, Stefania Sandrelli, Luca Barbareschi e molti altri. Non sono mancati gli interpreti delle nuove serie italiane, come Giacomo Ferrara di Suburra, ed è stato notato il passaggio di Sergio Castellitto con la figlia Maria, che ha fatto benedire due anelli.

Accanto alla commedia, è sfilato il cinema d’autore: Liliana Cavani, Marco Bellocchio, Matteo Garrone, Ferzan Ozpetek e Giuseppe Tornatore. Proprio Benigni e Tornatore appartengono a quel cinema che il Papa ha ricordato con tono affettuoso, citando la sua predilezione per La vita è bella e per Tutti insieme appassionatamente. Leone XIV ha invitato i cineasti a non temere i temi più difficili: «La violenza, la povertà, l’esilio, la solitudine, le dipendenze, le guerre dimenticate sono ferite che chiedono di essere viste e raccontate». Il respiro internazionale dell’incontro si è allargato con Cate Blanchett, Viggo Mortensen e Spike Lee, quest’ultimo protagonista di un momento simbolico quando ha donato al Papa una maglia Nba con il nome “Pope Leo”, mostrata ai fotografi su invito dello stesso Pontefice.
Nel passaggio più spirituale, Leone XIV ha rilanciato l’eco di David W. Griffith — «What the modern movie lacks is beauty, the beauty of the moving wind in the trees» — collegandola al Vangelo di Giovanni: «Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce». Ha poi esteso l’invito finale agli artisti: fare del cinema «un’arte dello Spirito». Un appello che ha chiuso un incontro unico, capace di mettere sullo stesso piano riflessione teologica, industria culturale e la vivace umanità del set italiano.
Sul sito dell’ufficio stampa del Vaticano è disponibile la gallery completa delle immagini dell’incontro tra il Pontefice e il mondo del cinema. Qui di seguito, invece, il video integrale.
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