Per mesi era sembrato uno dei segnali più evidenti di quanto l’intelligenza artificiale generativa stesse cercando di farsi spazio anche nell’intrattenimento mainstream, in un equilibrio ancora fragile tra innovazione tecnologica, tutela della proprietà intellettuale e nuove forme di coinvolgimento del pubblico. Adesso però quello scenario cambia improvvisamente: OpenAI ha annunciato la chiusura di Sora, la sua applicazione dedicata alla creazione di video tramite AI, mentre Disney ha deciso di interrompere i piani di collaborazione legati alla piattaforma, compreso un investimento da 1 miliardo di dollari che era stato messo sul tavolo.
A comunicare per prima la notizia è stata la stessa OpenAI, che ha confermato la decisione di dismettere Sora senza spiegare nel dettaglio le ragioni dietro la scelta. In una dichiarazione diffusa martedì, il team del progetto ha scritto: «Stiamo dicendo addio a Sora. A tutti coloro che hanno creato con Sora, l’hanno condivisa e hanno costruito una comunità attorno a essa: grazie. Quello che avete realizzato con Sora è stato importante, e sappiamo che questa notizia è deludente». La società ha poi aggiunto: «Condivideremo presto maggiori informazioni, comprese le tempistiche per l’app e l’API e i dettagli su come preservare il vostro lavoro».
L’annuncio arriva a soli tre mesi da quello che era stato presentato come un accordo di grande rilievo tra OpenAI e Disney. In base all’intesa triennale, Sora avrebbe potuto generare video richiesti dagli utenti utilizzando un catalogo di oltre 200 personaggi mascherati, animati o creature provenienti dagli universi Disney, Marvel, Pixar e Star Wars. Il piano prevedeva che Sora e ChatGPT Images dessero vita, a partire dai primi mesi del 2026, a video “ispirati dai fan” con personaggi concessi in licenza, mentre Disney+ avrebbe ospitato una selezione curata di contenuti realizzati con Sora.
Quel progetto, però, non andrà avanti. Disney ha infatti chiuso il rapporto con OpenAI, mettendo fine anche alla prospettiva di acquisire una quota da 1 miliardo di dollari nella società guidata da Sam Altman. In una dichiarazione rilasciata a Variety, un rappresentante del gruppo ha spiegato: «Mentre il nascente settore dell’AI avanza rapidamente, rispettiamo la decisione di OpenAI di uscire dal business della generazione video e di spostare altrove le proprie priorità. Apprezziamo la collaborazione costruttiva tra i nostri team e ciò che abbiamo imparato da essa, e continueremo a confrontarci con le piattaforme di AI per trovare nuovi modi di raggiungere i fan dove si trovano, abbracciando in modo responsabile nuove tecnologie che rispettino la proprietà intellettuale e i diritti dei creatori».
La seconda iterazione di Sora, lanciata a fine settembre 2025, aveva attirato molta attenzione per la capacità di generare video dall’aspetto estremamente realistico, ma aveva anche sollevato forti preoccupazioni a Hollywood. A far discutere era soprattutto il modello di opt-out di Sora 2, che obbligava i titolari dei diritti a segnalare attivamente la volontà di escludere le proprie opere dal sistema. A novembre, il gruppo giapponese CODA, tra i cui membri figura anche Studio Ghibli, aveva inviato una lettera a OpenAI chiedendo di interrompere l’uso dei loro contenuti per addestrare la piattaforma.
Con la chiusura dell’app stand-alone di Sora, l’impatto sarà diretto anche su ChatGPT, che non genererà più video a partire da prompt testuali. È un passo indietro significativo in un settore in cui la corsa ai modelli video AI resta apertissima, ma sempre più esposta a scontri legali e pressioni da parte degli studios. Negli ultimi mesi, infatti, Disney si era già mossa contro altre aziende del settore, da Google a Meta, fino a Character.AI, Midjourney e Minimax, mentre più di recente anche ByteDance è finita nel mirino di diversi grandi player dell’industria audiovisiva.
Fonte: Variety
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